ALLA N0B1L DONNA
LA SIGNORA CONTESSA
LUISA STOLBERG D’ALBANIA
Vergognando talor che ancor si taccia,
Donna, per me l’almo tuo nome in fronteDi queste ornai già troppe, e a te ben conteTragedie, ond’io di folle avrommi taccia;
Or vo’ qual d’esse meno a te dispiacciaDi le fregiar: benché di tutte il fonteTu sola fossi; e il viver mio non conte,
Se non dal dì che al viver tuo si allaccia,
Della figlia di Ciniro infelice
L’orrendo a un tempo ed innocente amore.Sempre da’ tuoi begli occhi il pianto elice:
Prova emmi questa, che al mio dubbio coreTacitamente imperiosa dice;
Ch’io di Mirra consacri a te il dolore.
VITTORIO ALFIERI