LETTERA DELL’ABATE CESAROTTI
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credibile. Polifonie è in piena sicurezza, egli credeCresfonle ucciso, ed Egislo l’uccisore. Egislo è li-bero, e sconosciuto a lutti, fuorché alla madre, eai di lei familiari. Merope cede al suo destino, edà la mano al tiranno. Entra Egisto, come per cu-riosità; si avanza inosservato: chi potea porviniente? i domestici del tiranno lo credeano 1' ucci-sore del di lui nemico. Si pianta dietro le spalle diPolifonte: afferra la scure, che non è levala in allo,ma giace fra le patere, e scaglia il gran colpo. Intal guisa il fatto è mirabile, senza aver dello strano.Con tutto ciò egli ha creduto meglio di riferirlo che
di farlo vedere; e lo stesso fece Voltaire: nel cheparmi che abbiano ben fatto a seguire il precettod’ Orazio. Questi fatti straordinarj e sorprendentiportano sempre seco qualche inverisimiglianza nel-T esecuzione, che veduta offende, ma narrata nonferisce; prima per l’affetto tumultuoso della narra-zione stessa, che ci trasporta, nè ci lascia rifletterealle circostanze; poi perchè si suppone, che il re-latore agitato e confuso ometta qualche particola-rità, che ne toglierebbe l’in verisimile. L’udito puòfare illusione allo spirito, ma non la vista (12).
DELLO
Si è parlato della condotta e dei caratteri : restaa dir qualche cosa dello stile. L’ energia e la pre-cisione sono le qualità predilette del nostro autore,ed egli vi si rende in più d’un luogo ammirabile.Sarebbe a desiderarsi, che a questi pregj singolariegli aggiungesse quello della naturalezza e flui-dità (13). Varj luoghi sono bensi felicemente e na-turalmente scritti e verseggiati ; il che mostra chepotrebbero esserlo tutti: ma comunemente, raresono quelle scene, in cui non si trovino delle sin-golarità che arrestano spiacevolmente; e tanto più,perchè sembrano dovute all’ arte ben più che allanegligenza. Bando pressoché totale agli articoli; in-versioni sforzate; ellipsi strane, e sovente oscure;costruzioni pendenti; strutture aspre; alternativedi iati e d’intoppi; riposi mal collocati; ripetizionidi tu, d’io, di qui, troppo frequenti, per dubitareeh’ egli non si sia fatto uno studio di questa foggia
STILE
di scrivere. La frequenza e la gratuità basterebberoper fare disapprovar questi modi poco naturali; mail peggio è, che talora fanno un effetto contrario aquello eh’ ei si prefigge, e che sembra esigere ilsentimento.
Sarebbe facilissimo il togliere questi nei, senzapregiudicar punto all’energia, eh’ ei lauto vagheg-gia. Finch’egli non si risolve a questo sacrifizio,l’Italia non gli renderà mai pienamente quella giu-stizia che gli è dovuta. Ammiratore come io sonodel suo genio drammatico, e zelatore appassionatodella sua gloria, io non so cessare di confortarlo acondiscendere al desiderio di chiunque lo stima ,in questa parte che è la minima del suo lavoro,ma di effetto massimo. Si compiaccia di farci l’espe-rienza d’una delle sue scene cosi come sta, e dellamedesima ritoccata giudiziosamente; e si determinipoi sulla diversa impressione degli ascoltanti.