darci a mirare tutto l’oggetto. Egli è peruna tal ragione, cred’io, che sì difficili e sìrare sono le buone relazioni di lontani pae-si, e che nella mente di colui che non maiuscì del suo, portano sì sovente false e stra-ne idee delle cose. Essendo i viaggiatori usia trascegliere e segnare quanto avvi di piùstrano ed inusitato fra i popoli ch’eglino visi-tano senza avvertirci per lo più in quantialtri punti quelli ci rassomigliano , al leg-gere i libri loro noi siamo facilmente sog-getti ad immaginarci esser quelle genti al-trettanti scimmioni, o avere almeno una piùlarga porzione di animalesco che noi non ab-biamo; come se l’abitare una casa diversa-mente dalle nostre fabbricata, il divertirsi inaltra maniera, il cibarsi di altri alimenti ebevere altri liquori, il portar sulla testa unaberretta o un turbante invece di un cappel-lo, o il non portarvi niente affatto, e cen-to altre sì fatte differenze avessero in loroforza di mutare la umana natura. Per que-sto che una nazione ha diversi costumi dal-la nostra, noi non abbiam diritto perciò dichiamarla o di crederla barbara. Se un Gre-co, o un Romano ritornasse in vita e andas-se a visitar Roma , Londra o Parigi , qualdubbio ch’ei non trovasse stravaganti e ri-dicoli molti di quegli usi e di quei costumi
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