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Lettere sull'Indie orientali / di Lazzaro Papi
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un carico sulla testa , ricusa di levarlo insulle spalle, ed in alcuni luoghi come nelGarnate, il venditor di grano non può ven-der olio ; il venditor di sale non può ven-dere aceto ec. Questa divisione di caste cagio-na grande spesa in servi, niuno di essi vo-lendo far la minima cosa di ciò che non èproprio ufizio della sua casta: quindi moltemani p poco servigio .

Ogni mescolanza di sangue e di matri-monj fra caste differenti (poche eccezioni fat-te , di cui vi parlerò un altra volta ) è dalegge antichissima e inviolabile tanto reli-giosa quanto civile , severamente proibita ;e perduta che una volta la casta sia, è per-duta per sempre . La sentenza è irrevoca-bile sul colpevole e sulla sua discenden-za ; niuna espiazione , niun merito puòfar che si racquisti . Quindi il perder lacasta, che noi potremmo chiamar col Villani,essere dischìattato> è un gastigo tanto temutofra glindiani. Esso è un esilio per dir così,nella lor patria medesima, da loro amici, dailoro congiunti, dai loro genitori, daquali deb-bon vivere eternamente separati . Del resto,non sono esposti glindiani a perder la ea-st a per credere o non credere certi articolibd religioso loro sistema , siccome fra noicolui che abbraccia una certa credenza, di-