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mezzo in su era avvenente e ben proporzio-nato , ma le sue cosce e gambe, deformi esottili come un anguilla. Consapevole di queldifetto ei fu l’inventore de’carri, che lascia-van vedere la parte graziosa del suo corpo,e ne celavano la brutta . Udite ora la spie-gazione di questa ridicola favola. L’ artequando fa violenza alla natura per piegarlaai suoi disegni, giunge di rado al fine pro-postosi. Nulladimeno da grande sforzo ed ap-plicazione nascono certe opere imperfette estorpie, le quali, nonostante, sono con granpompa e fallaci apparenze mostrate dagli im-postori e menate in trionfo qua e là . Ilsenso tirato fuori di questa favola , è inge-gnoso, io noi niego; ma l’inventore di essaebb’ egli in fatti alcun riposto significato ?S’egli lo ebbe, perchè mai lo nascose? Laingegnosa significazione avrebbe meritato lo-de, la favola stessa niente affatto...
A questo modo, quanto più una favolaè ridicola o assurda , tanto più ella dev’es-sere instruttiva, Questa opinione rassomigliaquella degli antichi Germani relativamentealle donne pazze , le quali erano riputatecosi savie che ogni cosa da loro profferitaera una profezia. Non mai dunque cadde inmente al nostro Autore che nella infanziadella facoltà ragionatrice, la immaginazione