LETTERA XXVI.
Alessandria. 3 o Maggio 1802.
Arrivai in questa' Città il ventidue diquesto mese . Da Giza fino a Ratinarne ven-ni per acqua ; e là mi sbarcai e continuaiil viaggio per terra , come io m’avea pro-posto, arrestandomi solo un giorno a Damamtur, ( supposta F Hermopolìs parva di Tolo-meo) dov’ è una piccola guarnigione Ingle-se. Presso Rahmanie avevano i Francesi eret-to con gran fatica e con arte adattata allecircostanze del luogo un forte quadrato , os-sia un gran ridotto , capace di comandare lanavigazione del ramo del Nilo , su cui eraposto . Le mura costrutte di piccole pietree di mota assodata al raggio del Sole pertotal mancanza di materiali migliori, son orain gran parte diroccate e cadenti. Varie al-tre fortificazioni di questa sorte , cioè qua-li il tempo e le circostanze poteano per-metterle, erano da essi state fatte in va-ri altri luoghi . Intorno al Cairo , a Gi-ze, ed a questa città avevano tagliato i dat-tili ed altri alberi , ed abbattuto quellefabbriche che poteano impedire F azionedel cannone , e fatti trincieramenti e ri-pari ne’posti più importanti . Queste col-