Parte I. Capo L ij
siftenza de’ corpi duri ; ed il quale potendo un giorno efievdato alla luce , darà asini a divedere la mia riconoscenza ,ed ti rispetto , eh’’ to porto alla memoria di quel grand ’Uomo , che dal nojlro buon Amico Moina Gajsendt soleaordinariamente chiamarsi , il Platone del nostro secolo .
III. Ecco tutta la base , in cui si fonda la quereladel Sig. M., il quale, se si degnerà con animo più posatoesaminare questo mio paragrafo, non in quella mostra,che può fare così staccato dall’ Opera, ma rimirato nellasua positura, cioè, come unito alle antecedenti, e con-seguenti cose, non troverà, che punto gli sia ingiurioso,nè che in veruna maniera intacchi la sua riputazione ; evedrà quanto a torto ei mi tacci d’invidia verso di lui,con attribuirmi di non aver distesa tutta quella Prefa-zione, se non per insinuare astutamente me stesso in uncampo, dove avessi luogo per discreditare le sue fati-che ( i ) . In fatti, che l’animo mio unicamente mirastea provare la facilità del riscontro di varj Matematicinelle medesime cose, a fine cne nessuno potesse maravi-gliarsi , eh’io stello in una dimostrazione m’ incontrassi acaso col Sig. Niccolò Mercatore , si dimostra evidente-mente da questo, che per fino nella prima edizione diquella mia Opera, la quale passò pure sotto gli occhidel dottissimo mio Avversario, io adducea per iscusa,che in un soggetto, da tanti Valentuomini, e per tantiversi già maneggiato , era molto facile Rabbattersi inpensieri, che a’ nostri Predecessori fossero già comuni (2)7
C osser-
I E potea far di meno di far tutta quella sua lunga , e non punto etlui necessaria Prefazione , nella quale ben fi vede da chiunque nonha affatto nella tesa travvolti gli occhi, e oltracciò ciechi queglidell’intelletto , che egli altro fine non ha avuto, che di screditare lemie povere fatiche , ancorché egli per non apparire mio malevolo, edinvidioso, con mettere , come suol dir fi, meco nel mazzo molti va-lenti Matematici, e se medesimo, fi fio. con sottilissima astuzia tan-to ingegnato palliarlo. Lett. del Sig. M. pag. z6.r. Quamquam poft tot hujuc avi acutissimoe Geometrat in argumentoprasertim, tamdiìì, & per tot methodot occulto, dijficillimum fit nonin easdem penitut cogiiatìones incidere, pracestortbus nostri! comma-.
QuadranCirc., & Hyperb. in Praefat. prims edit.pag.?*»»secunda edit. pag.ro.