Buch 
Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
Seite
155
JPEG-Download
 

Parte'JT» Capo T. 155

hilim redìgi poste ne que stringe a ridursi in nulla. Per

adeò absìirdttm ejfe , quanti-ca tem aìiquam,ut ita dican ,crean per insinitam vel mul-tipli cuticnem , vel additionetnipfius nihili , aut quodvtsquanturn, infinita divistone ,Out fubduélione in nihilum re-digi

la qual ragione l’infinita Po-tenza del Creatore,potè crea.re tutte le cose dal nulla , etutte altresì potrebbe im.nulla ridurre : onde nè menodee sembrare inconvenienteveruno, che una certa gran-dezza venga, per così dire

creata, per via d’una moltiplicazione, ò repetizione in-finita del medesimo nulla : ò pure che quali!voglia quan-tità , coll’infinitamente dividersi , e menomarsi , final-mente rimanga in nulla ridotta.

Si querela in oltre il dottissimo Avversario della se-conda parte dello Scolio seguente, in cui , per difesadella stessa dottrina, ho fatta una modesta rimostranzacontro certuno , che pubblicamente dileggiata l’avea,senza però nominarlo, dicendo così:

Quo ad alterum , monendusest Leólor , hac eadem precisaverba , nulla apice mutato ,in meo exemplari , quod pri-ma editioni obtuleram , jamdescrtpta fuijse . At non ne-nia Censorit vicem subiens ,cum nihil altud in toto Opu-scolo carpendum invenijset ,ex hac compitratione , qua adpropofita instantia solutionemusurpatur , materiata Criticaalicujusfibi oblatam gaudenteme fiatin convenit , incon-gruam hanc fibi videri geo-metrìcarum rerutti ad DivinaOnnipotenza myfierium ex-plicandum applicationem pratendens « itaquè ut pottuf obje61 lonem Ulani , adtnijsa Ca-lllai sententia circa Continui

com

La seconda cosa, di cui deb-bo essere avvertito il Letto-re, si è, che queste preciseparole , senza mutarne unpunto, erano già scritte nelmio Originale dato agliStampatori per la prima-,edizione. Ma certuno facen-dola meco da Censore : giac-ché altro ritrovar non sep-pe da riprendere in tuttoquel Libro, godendo d’ave-re, nella soluzione dell*in-stanza proposta, qualche ma-teria di Critica , venne atrovarmi, con dire, che glipareva disconveniente l’ap-plicare le cose geometrichea spiegare il mistero dellaDivina Onnipotenza: e, chepiù tosto ««'esortava a scher-V 2 mir-