Varie II. Capo I. i6î
III. Questo è tutto quello, che dal dottissimo Avver-sario nella sua Lettera si riferisce, e si trascrive dal mioLibro, come fondamento delle sue querele : è ben vero,che nelFesporlo ( secondo che gli è piaciuto ) in volga-re, egli diversifica il senso delle parole , con applicarlea dirittura a se stesso, quando elleno erano vaghe, cgenerali, e non ispecificavano il suggetto, di cui io par-lava : e così, per cagione d’esempio , dove io diceva :N onnenio Censorìs vicem subiens , cioè \~Certuno , facen-dola meco da Censore ; egli rivoltando la partita in fac-cia sua, c parlando in propria persona , dice di se me-desimo : Estendo io entrato in luogo di censore. E simil-mente, dove io scrissi : N une autem quontam ìntelhgo eun-dem hunc Censorem , paiam jaóîabundum ajseruifle &c .,che vale a dire : Ora però intendendo , che lo steso Cen-sore pubblicamente fi vantasse ec. Egli sostituisce questainterpetrazione : Ma avendo poi inteso , che io pubblica-mente millantandomi , avea asiento draver emendata , e ri-dotta al dovere questa sua Operetta; e così conseguente-mente si va addossando a se medesimo tutto ciò, che ioin terza persona avea riferito d’un certo Censore, da menon nominato, per mettere al coperto la mia riputazio-ne, dalle millanterie di lui alquanto oscurata. Ora di-mando io al Sig. M. Chi sia Vingiusto Accusatore , di cuifi va lamentando ? Io , il quale, senza nominarlo , hocercato difender me stesso dalle dicerie sparse contro dime da un Millantatore , chiunque egli si fosse : ò pureegli stesso, che, senza essere chiamato, ha voluto uscirein pubblica scena , a propalarsi d’essere appunto queltale , di cui io favellava, così in Enimma, appunto pernon pregiudicare aH’altrui nome, nel difendere che fa-ceva la mia fama? S'egli non veniva a scoprirsi, nonavendo io con tradì stinto il Censore, nè col proprio no-me, nè con l’uffizio, ne con altro titolo , ò caràttere,che a lui più tosto fi riferisse, che a verun’ altro, d’ognicento persone , ci sarebbero state più di novantanove,che non l’avrebbero-mai indovinata, di chi io m’inten-dessi in quel passo. Ed in fatti, non già allo spargersidel mio Libro , ma bensì al sentire i richiami d’esso
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