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Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
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nìre il mio'Censore, e querelarmene amichevolmente conesso lui, averci rimediato al disordine già succeduto,meglio che far si potesse con mostrare in istampa, esserestato vano il di lui vanto, senza nominarlo espressamen-te, per non offenderlo ; nè in somma verun altro de’mezzi, tutti ottimi peraltro, e prudentissirni, eh’eglisi compiace ora di propormi (z) sarebbe stato sufficienteal bisogno , quando ancora mi suste stato suggerito intempo opportuno.

IV. Che, se pare al dottissimo mio Avversario , cheio in ciò abbia mancato alle leggi Cavalleresche ; ciò av-viene, perché non averà egli bene considerato qual diva-rio corre tra una rimostranza geperalmente proposta ,contro chiunque ci abbia offeso : ed un risentimento spe-cialmente diretto contro una persona individualmentenominata . Voglio concedergli, che quando avessi volu-to prendermela nominatamente contro di lui, biasiman-dolo, come falso millantatore : io dovea prima interro-garlo , se veramente egli manteneva per vero ciò , chedetto aveva di me ; anzi s’egli veramente l'avesse detto.Ma non volendo io nominarlo , e contentandomi di farvedere , che la mia dottrina non era erronea , come uncerto millantatore l’avea spacciata : nego , che verunalegge mi obbligasse a farne prima parola con Chi sapevaeffer 1’ autore del suddetto vanto : onde trsa vi hannoluogo nel fatto nostro i puntigli Cavallereschi accennatidall’Avversario (4). Il quale non occorre, che mi man-di a leggere Libri di tal natura: sì perché alla mia pro-fessione in niun modo convengono : e sì perché già fonopersuaso dall’ eruditissima penna dei Sig. Marchese Sci-pione Maffei nel suo dotto Libro,che stampò della Va-nità di quella Scienza,che chiamano Cavalleresca, quan-to insussistenti sieno i fondamenti, su quali si appoggia-no le .dottrine , e le regole a capriccio inventate dagli

Scrit-

<3 Doveva egli & no» dargli crettbi* , è non farne tonto , o risponde «se allo stesso rapportatore ciò che allora gli pareva di poter rtfpon -dere p er isgravio suo ; à al più al p’ù farmi parlare da qualche Àmi>co : à più tosto egli stesso venire a trovar me, *t> I Sig. M. Lett.pag"*?»

4 Lett.Sig.M.pag. ijf.