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animati d* ogni maniera, che non so*lamente sapeva fare simili al vero, madar loro interesse, ponendoli nella ve*ra loro azione. Uopo avere alcuni an-ni dipinto in patria, sentendo che isuoi quadri venivano dagli Spagnuoliacquistati a gran prezzo , recossi inSpagna, dove in breve fecesi ricco.Vedendosi vicino alla vecchiaja, pensodi rivedere la patria : e visse ancoramolti anni co* suoi concittadini, sen-za mai abbandonar 1* arte.
AELST (Everardo van ) nacquenella città di Delftnel 1602, e mori inpatria l’anno i658. Datosi all’arte dellapittura preferì ad ogni altro oggettoil rappresentare animali morti, e spe-cialmente uccelli , che avea costumedi appendere ad un chiodo, sopra unfondo chiaro. Sapeva scegliere in modole varie specie de’volatili, ed unirlicon tant* arte, che i naturali coloritenessero luogo d’ ombre e di lumi. 1suoi lavori vedonsi condotti con estre-ma diligenza, e sfumati in modo cheti sembra di mnvere le loro piumecoll’ alito. 1 dilettanti di tal generedi pitture li pagavano a gran prezzo,ma presentemente non sono tanto ri*cercati. Suo nipote
-— ( Guglielmo var ) si applicò
allo stesso genere di pittura, ma sen-tendo che la natura inanimata nonpoteva eccitare molto interesse si fecea dipingere animali viventi. Quandoebbe dato prove di non essere inferioreallo zio , abbandonata la patria, passòin Francia, poi in Italia, dove allet-tato dalia dolcezza del clima e daicapi d’opera dell’arte, si trattenne setteanni, dovunque accarezzato e protettodai signori e dai principi, ed in par-ticolare dal gran duca di Toscana, che,oltre il premio dovuto alle sue opere,gli regalò una catena d’oro. Era Gu-glielmo nato nel 1620, e mori in Am-sterdam assai ricco nella fresca età dicinquantanove anni. Aveva sposata lasua cameriera, e n* ebbe molti figli,ina troppo ricchi per professare l’artepaterna.
AERTSZ (Riccardo) nacque in
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Olanda, nella terra dì Wych, nel i48a,ed ebbe in fanciullezza la disgrazia diperdere una gamba. Durante una lungaconvalescenza , sempre obbligato distare in vicinanza del fuoco, disegnavacol carbone sulle vicine pareti, comemeglio sapeva, tutti gli oggetti che glicadevano sotto gli occhi. Conosciutasidai parenti questa sua straordinariainclinazione per la pittura, lo accon-ciarono con Giovanni Mostaert, ce-lebre pittore d’Arlem. Non appena sicredette Riccardo bastantemente istrut-to ne principi dell* arte abbandonòil maestro, e fecesi a lavorare da se.Passò poscia a soggiornare in Anver-sa, dove nel i 520 fu ammesso a quel-la celebre accademia. Le sue opere,sebbene risentansi tuttavia dell* anticostile, mostrano frequenti lampi dibella maniera, che direbbesi avere stu-diate le cose degli Italiani suoi con-temporanei. Presentemente le sue pit-ture sono rarissime. Ebbe moglie efigli, niuno de'quali esercitò la pa-tema professione. Morì di uovantacia-que anni nel 1577.
AEZIOINE, illustre pittore, fioriin Grecia nell* età di Alessandro ilGrande. In occasione de’giuochi olim-pici espose un quadro rappresentantele nozze di Alessandro con Rossane.Prossenida che presiedeva al consessode* Giudici , offrendo ad Aezione lacorona accordatagli, questo, disse, è ilpremio che la nazione accorda allatua virtù, e questo è quanto io pos-so mai offrirli di più prezioso, e glidiede in isposa la propria figlia. Lu-ciano, che aveva veduto il quadrod’Aezione, ne fece una così circostan-ziata descrizione, che servi a Raffael-lo per fare una della piu belle inven-zioni.
AFFLITTI (Nuzio Ferraioli degli)nacque in Nocerade* Pagani nel 1661.Vedendolo i suoi congiunti inclinatoalla pittura lo acconciarono con LucaGiordano, presso al quale rimase al-cuni anni, facendo grandissimo pro-fitto. Uscito dalla scuola di cosi ri-nomato maestre, abbandonava ben tu-