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di cestino secolo, onde gii furono affi-dati grandiosi quadri della cattedraledi Toledo , che tra le mani di questo-audace ristauratore di basso stile e dimeschine idee diventarono tanti pic-coli Aguirre. E ciò non bastando , lasua maniera di restaurare fece perderealla Spagua un gran numero di pre-ziosi quadri. Questa lezione storicaserva di avviso ai possessori di buoniquadri, e di ritegno ai professori chesi cimentano ^ritoccarli. Aguirre ope-rava circa il i65o, ma ignorasi l’epocadella sua morte.
■-(Hortes de Velasco) mar-
chese di Mont* Ernioso fioriva alla metàcirca del diciottesimo secolo. Sebbenesemplice dilettante e dovizioso signo-re, non isdeguò di trattare il pennello,c riuscì abbastanza valente nell’arte peressere nel i^56 nominato membro del-V accademia di s. Fernando.
A1CARDO (Giovanni) nato dopo il155o in CuDeo, non tardò ad aver nomedi valente architetto; ed aveva moltooperato in patria e fuori, quando, neiprimi anni del diciassettesimo secolo,fu chiamato a Genova per costruire imagazzini da grani presso a porta sanTommaso. Era tuttavia occupato in talelavoro quando ebbe l’incarico di di-rigere la fabbrica di alcune abitazionisulla piazza de* Banchi , e di rifare icori di s. Domenico. All’ultimo gli fucommesso di fare il più grande acque-dotto di Genova. E già era 1* opera abuon termine condotta, allorché sor-preso da grave infermità mancò all* artenel i6a5 , lasciando suo figlio Jacopoerede de' beni e delle virtù sue.
——■— (Jacopo) architetto di Cu-neo, poiché ebbe aiutato il padre nelladirezione de’vari edifìci eretti in Ge-nova, fu da quella repubblica sostitui-to al genitore per condurre a fine ilgrandioso acquedotto che somministrapurissime acque a gran parte della città.Dopo così grande e difficile opera fab-bricò i magazzini del sale presso a sanMarco, ingrandì con nuovo e più rego-lare diseguo il ponte de’ mercanti edil ponte reale, e fece eseguire la bella
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fontana che vedevsi presso a quest 1 ultimo.Ebbe alla fine la direzione per inhal-zare parte delle mura che dalla Dar-sena vanno alla porta del Molo. Morìdi circa settantanni nel i65o.
A1K.MAN (Guglielmo) pittore scoz-zese , nacque nel 1682. Condotto ingiovanile età in Italia, si applicò aglistudj della pittura , non è ben notosotto quale maestro , ma cercando diimitare i più celebri lavori de*grandiartisti del buon secolo. Passato, nonsaprei dire per quale ragione, in Tur-chia , vi si trattenne alcun tempo ; edi là tornato in patria, andò a stabi-lirsi in Inghilterra, dove seppe guada-gnarsi la protezione del duca d’Ar-gylì. I suoi compatriotti accordano allecomposizioni di Guglielmo grazia edeleganza. Operò molto, e specialmenteintorno ai ritratti de* più distinti per-sonaggi della corte e del parlamento.Dilettavasi di poesia, e non poco con-tribuì ad incoraggiare il giovanettoThomson, il quale volle mostrarsi gratoal suo benefattore pubblicando un com-movente poema sulla morte di lui ac-caduta nel ir?31.
AIMO (Domenico), chiamato il Va-rignana, scultore principalmente cono-sciuto per le statue che si vedono nell’ar-co sopra la porta maggiore di s. Pe-tronio in Bologna. Fu contemporaneodel Tribolo.
A1NZ, o ENZO ( Giuseppe), na-tivo di Berna, ebbe celebrità ai tem-pi deH’imperatore Rodolfo li, il quale,siccome principe che sommamente dilet-tavasi delle co§e della pitturalo tennemolti anni alla propria corte insieme aSadeìer e ad altri rinomatissimi pittori.Conoscendolo piuttosto atto a ripro-durre le cose altrui, che a farne dinuove, lo spediva in Italia a copiarealcune famose dipinture , tra le qualile favole di Diana al fonte e di Ledacol cigno, la prima opera di Tiziano,1* altra del Correggio. Morì in Pragamentre ancora viveva Rodolfo, lascian-do un figlio ancor esso chiamato
-Giuseppe, che trovandosi a
Roma durante il pontificato di Urba-