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Tomo primo.
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bìlraente ferrarese fioriva dopo la metàdel sedicesimo secolo. Di quest’insigneartefice conservami nella casa dei contiCostabili di Ferrara d ue elegantissi-mi vasi di bronzo con figurine, ma-scarette , bestiami , sfingi e rabeschipiu maniere del migliore stile delbuon secolo coll’iscrizione Alfonsi Al -bergeto frrarensi me fedi anno do*tnini i572.Lapiù importante opera diquest’artefice è uno dei due magnificipozzi che si ammirano nel gran cor-tile del palazzo della signoria di Ve-nezia , nell* interno del quale leggesiin due luoghi: Albergeili i55cpALBERTI (Aristotile) , noto ezian-dio sotto il nome di Ridolfo Fiora-vanti , nacque in Bologna ne‘ primianni del quindicesimo secolo , e si fecevantaggiosamente conoscere in Italia efuori come architetto ed ingegnere. Inun tempo in cui i risultamene deglistudj meccanici non erano ben cono-sciuti, fu risguardato come un uomostraordinario, per non dir fattucchiere.Dicesi che nel i/}55 trasportò il cam-panile dì santa Maria tutt’ intero collecampane alla distanza di 33 piedi, eraddrizzò un altro campanile che pen-deva cinque piedi e mezzo. Passato inUngheria gittò varj ponti sul Danu-bio: e per questi e per altri lavorifu creato cavaliere con facoltà di co-niare monete in proprio nome. Dicesiche preceduto dalla sua fama recossiin Russia, e vi edificò molte chiese.Iguorasi 1’ anno ed il luogo della suamorte.

--- Cherubino , nato iu Bor-go s. Sepolcro nel 1 502, fu fratello mag-giore ed erede di Giovauui Alberti dalleprospettive. In età giovanile applicossiall’ intaglio in rame , e fu de’ miglioridell 7 età sua. Tra le più rinomate sueopere d’ intaglio contansi la Flagella-zione di Cristo alla colonna di Tad-deo Zucchero, molte cose di Polidoroda Caravaggio, e tra queste il maravì-glioso fregio della facciata dei Gaddi,parecchi disegni del Buonarroti, e moltivasi lavorati all’ antica. In età avan-zata applicossi eziandio alla pittura eIdiz . degli Ardi. ec. t. l.

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dipìnse non senza lode nella sala Cle-mentina del Vaticano , ed altrove , po-polando dì figure le prospettive delfratello. Mancò all' arte nel i6i5.

ALBERTI (Leon Battista) figliodi Lorenzo nobile cittadino di Firenze,nacque in quella città uel i3g3. Let-terato universale, fu versato nella filo-sofia, nelle matematiche, nella giuri-sprudenza, nell’erudizione, nella poesia,nelle belle arti. La pittura e la scul-tura gli furono famigliar!, ma più chea tutt* altro applicossi all* architettu-ra. Il suo trattato De Re edificatoriatradotto dal Bartoli in volgar linguaè opera insigne per gli architetti : eper quest’ opera e per tanti edificj dalui eretti viene a ragione riguardatocome uno de* principali ristauratoridell* arte.

Poche cose diremo della privatasua vita. Fu canonico della cattedraledi Firenze. Acquistò le cognizioni ar-chitettoniche viaggiando, osservando emisurando gli antichi edificj. Chia-mato a Roma da Nicolò V , raccon-ciò per suo ordine il condotto del-l’Acqua Vergine e la Fontana di Tre-vi , che due secoli dopo fu poi rifat-ta, e fece il disegno per cuoprire Pori»te sant’Angelo, che non ebbe esecuzio-ne. Fece in Firenze la porta di santaMaria Novella e le annesse logge co-rintie di marmo, la facciata doricadel palazzo Rucellaj, il coro e la tri-buna della Nunziata a guisa di tem-pio rotondo, ed altre cose di minoreimportanza.

Varie fabbriche eresse in Mautovaper il marchese Lodovico Gonzaga,tra le quali la magnifica chiesa disant’Audrea, ora guastata dai moderilimiglioramenti interni. Ma il più bel-lo di tutti gli edificj di questo gran-de architetto è san Francesco di Ri-mini , ordinato da Sigismondo Maìa-testa, avendovi propriamente fatta unaiucamiciatura del vecchio tempio , liquale non fu peraltro condotta al suotermine. L’incamiciatura tutta dì mar-mo combacia da fronte il vecchio mu-ro del tempio, e dai fianchi n* è di*