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tagliò a bulino gran parte delle An-tichità romane, che pubblicava in dueRaccolte in foglio. Fece eziandio al-1’ acqua forte var stampe , tra lequali il Martirio <li san Pietro trat-to da Pietro Subleyras. Mori in Ro-ma nel 1766.
BARBAZELLI (T.) intagliò l’in-gegnosa carta rappresentante un obe-lisco rotto in più pezzi fregiato digeroglifici, cogli ordigni e le macchi-ne destinate a levarlo in aria sottola direzione dell' ingegnere di s. Pie-tro in Vaticano Nicola Zabaglia.
BARBAZZA (Aston Giuseppe ) na-cque in Roma circa il tjao ; ed eragià conosciuto per alcune pregevoliopere di pittura, quando recossi aBologna per condurvi alcuni quadri ;ed in tale occasione venne ascritto aquell’Accademia. Nel 1771 si portòin Ispagna , ove dicesi che operassepiù cose di pittura e d’intaglio , sen-za che per altro si abbiano più cir-costanziate notizie.
Avanti che abbandonasse Roma ave-va intagliate le stampe per la storiaecclesiastica del padre Bianchini. Frale altre sue cose ricercate dai dilet-tanti, distinguonsi la caricatura rap-presentante una banda di musici, in-tagliata in Ispagna, e quattro granditeste al naturale incise alla manieradei disegni a penna.
BARBÈ (Gio. Battista) d’Anversa,che credesi aver fiorito circa'il 1600,pubblicò diverse stampe di devozioneda lui intagliate, la più celebre dellequali è la intitolata: O mors, erornors tuamorsus tuus ero Infime.Intagliò pure molte invenzioni di Mar-tino de Vos , del Poggi, del Vanloo,di Francesco Frane e di altri pittori.
BARBEI (Aktosio) diede alla lucein sul declinare del diciassettesimo se-colo le belle carte geografiche del Ros-si , incidendole , in sull’ esempio delBorgonio , all’ acqua forte , quandoin Francia, in Germania ed iu Olan-da continoavasi tuttavia nella lentapratica del bulino.
BARBELLO (G iacomo ). Di que-
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sto artista , di cui si conservano faBrescia diverse pitture a fresco al-tro non sappiamo se nonché usci dal-la scuola napolitana , e che operandoin Brescia da lungo tempo , fu neli656 ucciso per errore con un colpod’ archibugio. Le sue opere non sonotali da farlo credere un insigne pit-tore , bensì meritevole di lode per ladiligenza con cui si vedono coudotle,ma non sempre di buono stile.
BARBERI’ ( Antonio ) intagliatoredel diciottesimo secolo pubblicò unastampa tratta dal quadro di Monta-gne, che è nella chiesa di Notre Da-me di Parigi, rappresentante s. Pao-lo e Sila miracolosamente liberatidal carcere. Intagliò ancora in due fo-gli imperiali la piatita di Roma mo-derna divisa ne’suoi q uattordici rioni.
BARBERY ( l.), intagliatore fran-cese, probabilmente allievo di Poilly,vuol essere annoverato tra i miglioriimitatori di questo egregio maestro.Ne fa indubitata prova il bel ritrat-to di madama de Miramion, trattoda un quadro di Mignard.
BARBIANI (Giovan Battista) ope-rava in Ravenna sua patria in prin-cipio del diciottesimo secolo. Senzaaver saputo tenersi lontano daU’unUversale manierismo del secolo, nonStrapazzò V arte lavorando di pratica,onde, se non altro, meritò lode didiligente pittore. Fu probabilmente suonipote
-Andbea, di cui vedonsi in
Ravenna ed in Rimini pitture a fre-sco ed all’olio di stile guercinesco, chelungamente si cnanteune dominante inRomagna. Vivea alla metà del diciotte-simo secolo.
BARB1E (Giacomo) conosciuto peralcuni intagli di stampe che ornanoil Museo Etrusco di Antonio FrancescoGori, stampato in Firenze nt-i 1737,e per altre cose di minore importanza.
BARBIERE (Damiano del) fu unodegli italiani artisti che 1’ abate Pri-maticcio condusse in Francia per aiu-tarlo ne’ grandi lavori di pittura e distucco nella rcal villa di Fontaue-