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Tomo primo.
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B°

ni portato in Amsterdam. Posto iotenera, età sotto la direzione di Rem-braut, seppe colle sue modeste virtùe coll’ assiduo studio talmente distin-guersi , che si guadagnò il parzialeamore del maestro. Uscì da cosi ce-lebre scuola bastantemente istrutto perimitare perfettamente lo stile straordi-nario ed ardito di Rembrant , ma glimancò il suo genio inventore Ad ognimodo guadagnò assai, perchè i mer-canti di quadri volentieri acquistava-no le pitture del più illustre imitato-re di così grand’ uomo , per venderlesotto al suo nome. Mori nel 1681.

BOLANGER (Giovanni ) di Tro-jes, recossi giovanetto in Italia» edebbe la fortuna di essere ammesso nel-la scuola di Guido Reni, dalla qualeusci valente maestro. 11 duca di Mo-dena lo nominò suo pittore, incari-candolo di dipingere i ducali palazzi diModena e di Sassuolo; e Giovanniornò Buno e 1* altro di pregevoli sto-rie e di altre maniere di lavori a fre-sco. Condusse altre minori opere perchiese e pei; private famiglie, dellequali alcune vedonsi tuttavia ben con-servate in Modena cd altrove. Morì dicinquantaquattro anni nel 1660.

BOLEV 1 S. Di questo imitatorebassanesco non si hanno particolarinotizie delle sue opere. Il solo ! 3 aldi-nucci ne parlò , chiamandolo imita-tore della maniera deiBassani. Dipin-se avvenimenti notturni , adunanzecoutadinesche , animali d’ogni manie-ra, stoviglie, paesaggi, e simili cose.Dicesi che mai non usciva di casasenza accompagnamento di servitori 9e che in ogni cosa trattayasi signoril-inczite. 11 quale fatto , quando sia ve-ro, proverebbe che Bolevis guadagna-va assai.

BOLOGHINI (Bartolommeo) anti-co pittore sanese, fu scolaro di Pie-tro Laurati, che aveva imparata 1 ar-te da Giotto* ed in quella guisa cheil Laurati restò inferiore al suo mae-stro, così il Bologhini fu da menodell’uno e dell*altro.

BOLOGNA (Bartolomeo da) cele-J)iz» degli ytrch.ec. t i.

BO 18S

bre miniatore, nato circa il iqSoe mot-to nel 1 5 12 iu patria, può riguar-darsi per uno degli ultimi che opera-rono nello stile aulico di miniatura,

--— Critoforo da, nato dopo la

metà del quattordicesimo secolo , inconcorrenza di Galasso da Ferrara edi Giacomo e di Siraoue bolognesi,terminava nel 1404 le pitture dellachiesa di santa Maria di Mezzaratta ,fuori di Bologna; e si vuole che fa-cesse tutte le storie dalla Creazionedi Adamo lino a Mosè. Tali notizienon souo per altro avverate in manierada potervi dare piena fede , e tutto èincerto rispetto a questo autico arte-fice , come rispetto a quasi tutti i pit^tori suoi contemporanei.

-Franco da, antichissimo, e

per avventura il più celebre miniatoredel tredicesimo secolo, è capo di quellascuola di miniatura, che fu in Bolo-gna feconda di tanti rinomati artisti.Dicesi, che chiamato a Roma da Be-nedetto IX per dipingere i libri dellaVaticana, superasse lo stesso Giottoed Oiderigo da Gubbio. Dante lo ce-lebrò nell’ XI canto del Purgatorio.

-Lattanzio da, uno dei molti

scolari dei Caracci , lavorò in Romasotto il pontificato di Sisto V. 1 suoifreschi a s. Giovanni di Laterano , asanta Maria Maggiore, nella VignaPeretti ed altrove facevano da questogiovane artefice sperar grandi cose ;ma peri vittima della gracile sua com-plessione e del maligno aere di Roma,essendo morto in età di ventott* annia Viterbo , mentre per consiglio deimedici tornava in patria.

-Lorenzino da, di casa Sabba-

tini, nasceva circa il i5/jo. Fu da Gre-gorio XIII.nominato pittore pontifi-cio, e di largo stipendio provveduto.Dipinse nella sala dei Duchi, nellaGalleria, nelle Logge ed altrove contanta bravura, che Agostino Caracci,vedute le sue opere , soleva consigliarei suoi allievi a copiare le pitture che diquesto valentuomo si trovavano nellechiese di Bologna; ed egli stesso in-tagliò all’acqua forte la tavola rappre-si