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nel ridicolo per V abuso che ne fece ;può paragonarsi in poesia al Marini.
Si prefisse di rendersi eccellente collanovità, e .si allontanò dall* essenza del-l'architettura.
Sopraggi unto da ipocondria, che inpochi giorni lo ridusse alla frenesia ,iu una notte d* estate, trovandosi op-presso da affezioni asmatiche e da al-tri malori balzò dal letto, e gridaudoche una tal vita era insoffribile si tra-passò da parte a parte con una spada.
BORRONl (caval. Angelo) nacqueiu Cremona nel 1648, e fu prima sco-laro del Massarotti, poscia recossi allacelebre scuola aperta in Bologna daGian Gioseffo del Sole. Di ritornoiu patria fece diverse cose di non moltaimportanza per chiese e per private fa-miglie y ma mancandogli frequenti oc-casioni di lavoro andò a soggiornarein Milano, dov’ebbe miglior fortunache non in patria. Fu, secondo com-portavano le iufelici condizioni de’tem-pi, discreto pittore, ma uou dei primidie allora professavano V arte.
BORSETTI ( Antonio ) fioriva neldiciottesimo secolo. Dipinse a frescocd all’olio indiversi luoghi della pro-vincia novarese. Basterà ricordare al-cuni graziosi puttiui dipinti nelle lu-nette della chiesa parrocchiale di sanGaudenzio di Varailo, che lo mostranopiù che ragionevole pittore.
BORZOJNl (Luciano), nato in Ge-nova nel 1590, studiava il disegno sottosuo zio Filippo Bertolctti, meno chemediocre pittore di ritratti, quaudo,venuti in Genova alcuni allievi di Cor-nelio Cort, approfittò de’loro iusegna-menti per porsi in su la buona viadel disegno. Aveva in allora quindicianni, e dì sedici fece alcuni piccolis-simi ritratti da tener luogo di pietranegli anelli, e così bene, che £li acqui-starono nome di valente ritrattista. Cré-scendogli coll’età e colf assiduo studioil coraggio, dipinse alcuni assai lodatiquadri di storia , ed alcune storie afresco. E perchè Luciano oltre 1 * es-sere ottimo ritrattista, era maestro discherma, eccellente suonatore , ed as-Diz. degli Arch, cc. t. i.
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sai costumato e piacevole parlatore, lacasa di lui veniva, non senza suo utileed onore, frequentata dai principali si-gnori di Genova e forestieri , che glidavauo continue commissioni. A tantaprosperità pose fine uno sgraziato acci-dente. Dipingendo Luciano nella Nuu-ziata del Guastado, fu sorpreso da uncapo giro salendo una scala quandotrovavasi ormai vicino al palco, e moridi quella caduta, lasciando eredi dellesostanze e virtù sue tre figliuoli ed al-lievi, i quali applicaronsi a diversi ge-neri di pittura
-Giovan Battista, alla storia
in cui fu assai da meno del padre.
—•—— Carlo ai ritratti con moltalode.
——— Francesco al paesaggio, e nonsenza buona riuscita, sebbene avesse inpatria un troppo grand’emulo iu Gio-van Beuedetto Castiglioni.
Operavano tutti alla metà del dicias-settesimo secolo.
BOS (Girolamo) nacque in Bois leDue circa il i 45 o, e fu dei primi adipingere all’olio. Pare che si compia-cesse soltanto di rappresentare tristi espaventosi argomenti; e la fuga dellaSacra famiglia in Egitto, e l'lufernosono i più celebri quadri eh’ egli fa-cesse. E comune opinione de’ biografifiamminghi e tedeschi che la mauieradel Bos sia meno dura di quella deisuoi compatriota dello stesso secolo ,siccome ancora più semplice il mododel panneggiare.
——- Giovan Luigi de, concittadinoe contemporaneo di Girolamo, seguendoil suo naturale carattere dolce e gen-tile, si fece a dipingere fiori, frutti eVerzure con tanto amore e freschezzadi colorito 9 da fare illusione , tantoerano veri c belli. Ebbe costume di di-pingere sui gambi o sulle foglie insettidi più maniere con tanta diligenza finiti,ma tanto piccoli, ch’era d’uopo osser-varli colla lente. Operava ancora ne-gli ultimi anni del quindicesimo secolo.
BOSCHI (Fabrizio) fiorentino, na-cque nel 1570 e fu allievo di Dome-nico Passiguano. Di diciotto anni era26