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Tomo primo.
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BOSSCHAJERT ( Tommasp VlfcRE-bortsdetto) nacque in Berg-op-Zoomnel i 6 ì 3 j apprese gli elementi dellapittura in patria , indi parti alla vol-ta del)* Italia onde studiare le operede* sommi maestri. Di ritorno al pro-prio paese non tardò a distinguersidalla folla de* pittori di storia. Richie-sto da diversi principi per opere diimportanza guadagnò assai; ma a luu-go audare disgustato delle corti, sta-bilì la sua dimora in Anversa , e funominato direttore di quella insigneaccademia. Ogni cosa succedeva a se-conda de’ suoi desiderj ; e ricco edonorato, splendidamente vivea forman-do la delizia degli amici , proteggen-do ed aiutando gli artisti , quandosorpreso da grave infermità mori ìqetà di soli quarantatre anni.

—--- ( JV. ) pittore di fiori , na-

cque in Auvcrsa nel 1696 , e fu allie-vo del celebre Crepò. Da principio nonsi propose che d’ imitarlo fedelmente,ma in progresso conobbe che in alcu-ne parti potrebbe superarlo ; ed infat-ti i dilettanti di tal geuere trovanoi fiori di Bosschaert preferibili a quel-li del maestro per certa leggerezza evenustà, e forse per migliore distribu-zione.

BOSSI (Giuseppe) nato del 1776in Busto Arsizio, ragguardevole bor-gata del territorio milanese , imparòi principj della pittura nell* accademiadi Brera, e di diciassette in diciottoanni andò la prima volta a Roma percontinuare i suoi studj sulle miglioriopere de* grandi maestri del buon se-colo e su quelle dell’ antichità. Ma ilgiovane artista non erasi cosi esclusi*vamenle applicalo alla pittura da tra-scurare le belle lettere, senza le qua-li ben sapeva che non avrebbe potutogiugnere a quell* eccellenza dell’arteche si era proposta. Avanzava però dipari passo nello studio delle une edell* altra, ed era giunto a tal grado,che, tornato in patria di vent’anui, sidiede a conoscere a pochi secondo ecome artista e come letterato; ondeessendo venuto a morte pochi annido-

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po l’abbate Carlo Bianconi segretariodell'accademia di belle arti in Milano,gli fu sostituito il giovane Bossi. Fin-ché durerà la reale pinacoteca di Bre-ra , rammenterà a tutti gli amici del-le belli arti le infinite cure che pel suostabilimento si diede il segretario del-Y accademia j siccome la memoria dilui sarà sempre cara a tanti illustri al-lievi , che dopo avere appresi i prin-cipi dell* arte io Brera trovarono nel*la scuola speziale di pittura , apertada Giuseppe Bossi in propria casa tut-ti i sussidj e le necessarie direzionionde riuscire perfetti pittori. Sonoluminosa testimonianza del suo gran-dissimo amore per Y arte la splendidabiblioteca eh* egli formò di libri dibelle arti e di letteratura d’ogui ma*niera, la preziosa raccolta di disegnioriginali de* grandi maestri, ed i mol-ti quadri d' ogui scuola sì italiana chestraniera. Quali fossero le sue cogni-zioni letterarie e pittoriche abbastanzalo dimostrano l’immortale opera in-torno al Cenacolo di Leonardo da Vin-ci, i maravigliosi disegni per grandio-si quadri , i ritratti d’illustri perso-naggi ed ìl singolare quadro allegori-co , -che nello straordiuario concorsodel 1801 ottenne il primo premio, edidiversi quadri che lascio imperfetti,ma che ben mostrano quanto avrebbefatto se immatura morte non Io ra-piva alla gloria delle arti e delle let-tere in età di trentotto anni. Tropposono conosciuti gli ostinati suoi stu-dj sul Cenacolo di Leonardo , e loaccuratissimo cartone che ue fece per ilgrandioso musaico eseguito dal signorRafFaelli, perché accada di tenerne lun-go ragionamento. 11 lavoro del dipin-tore posto nelle sale della reale galle-ria di Brera può riguardarsi come unpregevole compenso del musaico tra-sportato alla capitale dell* Austria, senon dell’origiaale pittura ormai total-mente perduta, che non ammette ve-runa maniera di compenso.

Il corpo dell' Accademia di belle ar-ti in Brera eresse all’illustre suo so-cio un busto in marmo con analoga