DO
riva, appena giunto in Milano, inancor fresca età, nel ifi44*
BOTTALI (Giuseppe) cremonese,nacque nel 1717; apprese gli elementidella pittura in Firenze sotto il Metic-ci ed il Poglieschi, indi recossi aBoma, dove formò lo stile sull’anti-co e sui grandi esemplari del migliorSecolo. Tornato iu patria dopo il 1745,contribui coll’ esempio e cogl’insegna-menti al risorgimento della scuola pa-tria. Nel 1769 fu nominato profes-sore di pittura e direttore dell* acca-demia di Belle Arti in Mantova, la’Juale principalmente per opera sua ri-pigliava 1* antico splendore. Mancògloria dell'arte in Mantova nel-l’anno 1784, lasciando onorate me-morie delia sua virtù nelle principalicittà d' Italia. La reale Pinacoteca diBrera in Milano conserva di questoartefice il ritratto fatto da se mede-simo ed il gran quadro d* altare rap-presentante santa Paola in abito ve-dovile che si congeda dai congiuntiDell* atto d’ imbarcarsi per andare inPalestina. Questo quadro bastante adimostrare che il Bottani fu uno degliArtisti che nel p. p. secolo contribuiro-no al miglioramento dell* arte, trovasiin Brera a canto ad un bellissimoQuadro di Pompeo Battoni fatto perla chiesa de* santi Cosma e Damianodi Milano, per la quale aveva esegui-to il suo anche il Bottani. Assaifdi-Versa è la maniera di questi illustriArtisti virtuosi amici e degni 1* unodell’altro.
BOTTI (Binando) nato in Firenze* v auti il i65o, studiò sotto il qua-draturisin Jacopo Chiavistelli , e fuu «o de’frescanti di tal genere , chenj olto operarono nel diciassettesimosecolo , dopo ì tempi dei Colonna edi altri macchinosi prospettivisti.
■-— Marc’ Antonio , nobile ge-
novese, che vivea nella stessa epoca ,si rese celebre per 1* universalità deiOlenti , ed in particolare per aver sa-puto dipingere al naturale figure diCera e ritratti che faceva somiglian-tissimi. Questo nien nobile genere di
DO ao5
scultura c pittura, non ignota aiGreci ed ai Romani, fu da sessantan-ni in poi destinala iu Italia a miglio-ri usi che non lo era in passato, ser-vendo a rappresentare al vero prepa-razioni anatomiche, piu durabili e me-no difficili ad eseguirsi che le vere ,ed a formare raccolte di frutta, di er-be e di fiori.
BOTT1CELLI (Sandro) fiorentinonacque l’anno 1437, e fu ricevuto, ap-pena uscito di fanciullezza, nella scuoladi Filippo Lippi , dopo Masaccio edil B. Giovanni da Fiesole, il migliorpittore che fiorisse nella prima metàdel quindicesimo secolo. Aveva tren-ta anni quando morì di veleno il mae-stro j e perchè Sandro era creduto ilsuo migliore allievo , fu poco dopochiamato a Roma da Sisto IV per idisegni della sua cappella, e per altreopere, che gli meritarono la stima ditutta la corte pontificia. Tornato ric-co in patria, nell’anno 1481 pub-blicava in Firenze una bella edizio-ne in foglio della Divina Commedia diDante, ch’egli stesso aveva in partecommentata, ed ornata di belle inci-sioni, secondo comportavano le condi-zioni della aucor bambina arte del-P intaglio. Sono pure ricercatissime lestampe intagliate da lui, rappresentantii Profeti e le Sibille, ch’egli pubblicòin diversi tempi, ma probabilmenteavanti quelle che ornano la Divina Com-media. lo non dirò che il Botticellidebba essere annoverato tra ipitì gran-di artisti del suo secolo, ma ben parmiche, spezialmente dagli stranieri, nongli sia retribuita la meritata lode comead uno de* primi che operarono con di-stinzione nella nuova arte dell’intaglio.Fu da Vasari osservato , che sebbenecolle incisioni e colle pitture guada-gnasse assai, mori povero in patria nel15i 5-
BOTTONl ( Alessandro. ) Non hocreduto di omettere questo pittore,quantunque meno che mediocre, per-chè ebbe pur luogo nel mio diziona-rio dei pittori per essere stato ascrittoall*accademia di Roma; ma dichiaro