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Tomo primo.
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La Vita di Maria Vergine.

Gesù Cristo in croce, a’piedi laVergine e s. Giovanni.

BKOECK (Barbara.) figlia ed allievadi Crispino, nacque circa il i56o, esi perfezionò nel tratteggiare il bulinosotto Giovanna Collaert. Le più rino-mate sue stampe sono

M Gìud izio Finale, tratto dal suogenitore, ricchissima composizione ediligentemente eseguita.

La Sacra famiglia cou molti An-geli.

Galila e Sansone.

Venere che rattiene Adone.

BROEDELET (j.), intagliatoreolandese, nacque in Amsterdam nel*7^2, e mancò in sul declinare del se-colo in cui nacque. Si conoscono molteR ue stampe alla maniera nera, tra lequali si pregiano dagl’intelligenti quel-la di Cefalo e Proci, che fa accom-pagnatura con quella rappresentanteVenere ed Adone di Giovanni Fer -kolje.

BROES (J<) è annoverato tra i mo-derni intagliatori per avere pubblicatola veduta di Friderika Thalle, villadi delizie del re di Prussia.

BROMIO (Lucio). In lode di que-sto antico intagliatore in avorio leg-gasi nella raccolta di Grutero un'iscri-zione, che è la DCXL,

BROìNKHORST (Pletr©) nato inL>elft nel i5S3, si consacrò a dipingereesclusivamente interne ed esterne ve-dute di chiese, lo non so se tutte letraesse dal vero, o se alcune fosserodi sua invenzione ; oppure se si per-mettesse in quelle tratte dal vero di■'Produrre alcune variazioni : certo è! ’d ogni modo, che veruno seppe darea ' pari di lui a questo freddo generedi pitture tanto fuoco ed interesse ,roll’i,produrvi qualche soggetto storico.Conobbe perfettamente l’architettura,e fece con {squisitissimo gusto le figa-fine destinate a popolare le sue vedute.Morì nel 1661.

- Giovarsi nasceva in Utrecht

tiri i6o3, apprendeva a dipingere sulVetro da Giovanni Vcrburg e da altri

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dozzinali maestri: ma in appresso aven-do fortunatamente contratta domesti-chezza col Polemburg incominciò, die-tro gl’ insegnamenti dell’ amico, a di-pingere ad olio. Dopo alcun tempo ecome pittore sul vetro e come pittoreall’ olio , potè Giovanni innalzarsi aldisopra della mediocrità. 1 vetri dellanuova chiesa d’ Amsterdam, e diversiquadri di paesaggio, con figure rappre-sentanti sacri e profani argomenti, sononobili testimonj del suo valore. Igno-rasi 1’ epoca, il luogo e la qualità dellamalattia che lo rapi alla pittura.

-Giovanki di Leiden, nato nel

1648 e rimasto orfano di padre in etàdi i3 anni, fu dalla madre mandatoad Arlem presso un suo nipote chefaceva il ripostiere. Resosi nel 1670 in-dipendente , prese moglie, e senza avermai avuto maestro si fece a disegnare,ed in breve a dipingere gagliardamente;essendo solito dire che faceva il ripo-sticre per vivere e dipingeva per diver-tirsi. Pure non passò lungo tempo chesi cominciò a riguardarlo universal-meute come uno de’buoni pittori aguazzo che fossero in Arlem. Di fattifece molti quadri d’ uccelli vivi di ma-ravigliosa leggerezza, dando alle pennequella lucentezza che è naturale negliuccelli vivi , e collocandoli in quelleattitudini che precisamente convengonoal costume proprio d’ ogni specie. Nontrovo in De Champs, nè in altri biblio-grafi pittorici , eh’ egli abbia dipintiquadri all’olio, ma alcuni di quelli atempra furono intagliati in modo, cheda questi può argomentarsi il meritodel pittore, che morì in principio delp. p. secolo.

BRONZINO ( Angelo ) nacque inFirenze nel i5oi : studiò latine ed ita-liane lettere, poscia la pittura nellascuola del Puutormo, che teneramen-te lo amò. Dotato da natura di noncomune ingegno, ben tosto si fece di-stinguere con alcuni nobilissimi ritrat-ti c con quadri storici di piccole di-mensioni , condotti con tanta diligen-za ed amore , che per comune consen-so ebbe il primo grado nella scuola