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Tomo primo.
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ve fu ben tosto ricb-iaaiHta, Égli fol-le che si chiamassero architetti da tut-ta T Italia aflìnchè i deputati sentis-sero il loro parere , e nel 1420 , inuna grande adunanza dei deputati, deiconsoli e de’più scelti ed ingegnosicittadini , dopo aver udite le più stra-ne opinioni di molti architetti intor-no al modo di voltare la cupola, eglidisse che poteva voltarsi senza tantipilastri, nè archi, nè terra , nè arma-dure. Fu trattato da pazzo; ma egliuod volle cavar fuori nè disegni nomodelli, ma per confondere epe mae-stri si servi dello scherzo dell’ uovo ,di cui in su! fluire dello stesso secolofece uso anche Cristoforo Colombo.Tutti si provarono inutilmente per far-lo stare in piedi ; od il solo Bruuel-leschi con un colpetto vi riuscì : Ohcosì sapevamo fare anche noi , tuttiesclamarono. Lo stesso direte , sog-giunse il Brunelleschi, dopo che avre-te veduto il mio modello . All’ultimo,dopo mille contrasti gli vieue affi-data l'incombenza di alzare la cupo-la , ma soltanto fino all’ altezza di do-dici braccia , come saggio dell’opera,e gli vien dato per compagno collostesso salario Lorenzo Ghiberti» ec-cellente scultore , ma meno che me-diocre architetto. Mostrossi il Brunel-leschi offeso da tanta diffidenza , madietro il consiglio degli amici iuco-tninciò il lavoro; poscia, fingendositalvolta ammalato , mandava i mura-tori a prender gli ordini dal suo com-pagno , il quale non sapendo che farenon tardò a far conoscere la propriaignoranza, ed al solo Bruuelleschi re-stò l’intera direzione de) lavoro. Nonentrerò nei particolari dei lavori , chepossouo leggersi diffusamente e piu chediffusamente descritti da Giorgio Va-sari nella vita del Bruuelleschi. Egliportò a compimento sì grandi lavori,che gli autichi mai non hanno porta-to a tanta altezza. Restò imperfettala sola lauterna , di cui però ue ave-va fatto il modello. Tutta V altezzadi questa mole da terra fìuo all estre-mitàddla croce è di dueceutodue brac-

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eia ; cioè da terra fino alla lanternabraccia centocinquantaquattro , la lan-terna braccia trentasei, la palla quat-tro, la croce otto. Rimase imperfettoanche il portico , che doveva circon-dare il tamburo. Baccio d’Aguolo nefece un’ottava parte, ma non fu pro-seguito per aver detto Michelangelosembrargli una gabbia da polli.

Era così grande in Italia la famadel Brunelleschi che fu chiamato a Mi-lano dal duca Filippo Maria oude dì*segnare una fortezza. Vi tornò la se-conda volta, e fece varie altre coseper il duca , e diede i suoi cousigliiutorno alla fabbrica del duomo.

Fece a Fiesole per ordine del vec-chio Cosimo de’Medici la Badia deiCanonici regolari, che riuscì lodevolecosa , e costò a Cusimo centomilascudi d’oro. Disegnò poi la fortezzadi Vico Pisauo, la Cittadella Vecchiae Nuova di Pisa, fortificò il ponte aMare e fece il modello della fortezzadel Porto di Pesaro.

Per lo stesso Cosimo fece gran par-te del ricco tempio di sau Lorenzodi Firenze. Incaricato poi del disegnodi un maestoso palazzo, fece un grandevaghissimo modello per detto palazzoda situarsi isolato in una gran piazzadi contro a sau Lorenzo. A Cosimoparve opera troppo sontuosa, e temet-te, ponendola in opera, di tirarsi adosso l’invidia de’concittadini. 11 Bru-nelleschi indispettito fece in pezzi ilmodello- Ebbe però campo di farsionore nel palazzo Pitti, che sebbeneda circa 25 o anni sìa la residenza deigran duchi, non è ancora terminato.

Diede i disegni per la nuova chiesadi s. Spirito da sostituirsi all’ anticaconsumata da on incendio; ma non fueseguito che iu parte il suo disegno,onde riusci meno bella. Servì il Bru-nelleschi al marchese di Mantova ; ap.ipa Eugenio IV, cui fu mandato daCosimo il vecchio, il quale dicevagliia una lettera, mando a vostra san-tità un uomo^a cui (cosìgrande é lasua virtù) basterebbe Vantino di ri-volgere il mondo. Quando il papa lo