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Tomo primo.
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berlo Morisson, stampata in Oxford

»el i^iS.

BURGMAYR (Giovanni) nacque inAugusta nel 1474 » e se non fu sco-laro , fu imitatore di Alberto Durerò.Fu egli disegnatore, pittore ed inta-gliatore in legno. Conservansi tutta-via in Augusta alcuni quadri dipintiall’olio, e qualche pittura a fresco,che mollo s* avvicinano alla manierad’ Alberto. Ma più che nella pitturariuscì eccellente nell’ incisione in le-gno. Numerose sono le opere di lui,e di una non meno intelligente cheragionata esecuzione. Compose ezian-dio molti libri di carte geografiche,di giuochi, di carri trionfali c similicose , dedicate all’ imperatore Massi-miliano : stampe rarissime per Tinta-gli, per la bizzarrìa e per Tinvenzio-ne. Tra le più celebri ricorderò le se-guenti :

Massimiliano I imperatore, a cavallo.

Giuseppe e la moglie di Putifarre.

S. Giorgio , a cavallo.

Ingresso trionfale di Massimiliano 1.Slampe in gran foglio N.° 38.

S. Sebastiano e s. Bartolommeo, por-tante l’anno 1514-

BORGO ( N. de) pittore di cortedel re d’Inghilterra, ma più conosciutocome intagliato-re all* acqua forte checome pittore, per avere inciso moltidisegni tratti da Ilolbcin il giovane*tra i quali uno rappresenta la reginaSaba in atto di visitare Salomone.

BCRGOS DI MANTI LL A (Isido-ro), fu uno'de* più riuomati ritratti-sti spagnuoli che fiorironodupo la nuladel diciassettesimo secolo. Dipinse perla Certosa di Puular tutti i re di Spa-gna da Enrico II fiuo a Carlo li, eritrasse in diverse città molti distintipersonaggi. Al merito pittorico aggiun-se i talenti poetici, e fu, se iron deimigliori, un discreto verseggiatore. Fio-riva nel 1670.

BTJRIN r O (Antonio) nato in Bolo-gna^ nel 1G60, fu scolaro di Domeni-co Canuti, ed imitatore del suo stile.Fece in ,Bologna molte cose all’olioed a fresco, che sebbene per alcuni ri-

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spetti abbastanza pregevoli, lo mo-strano troppo servile imitatore, per-chè possa annoverarsi tra i buoni pit-tori. Morì dopo il 1720, lasciando unafigliuola, chiamata

—-- Barbara. Era costei nata

nel 1700, ed in età fanciullesca, sen-za che il padre se 11* avvedesse , co-minciò a copiare alcune stampe; e quan-do suppose di sapere discretamente di-segnare, si provò a far cose di sua in-venzione, che poi coloriva. Di cheavutane notizia il padre, fu coutentodi assecondare le sue inclinazioni, esi fece ad insegnarle le teorie deU’artc.Ai suoi insegnamenti aggiunse l’eser-cizio di copiare le pitture de* gran-di maestri j e quando la conobbe ca-pace di copiare esattamente- le figuredipinte , le concesse di fare esperienzase le riuscisse di copiare dal vero. Fe-ce poscia i ritratti di diverse signore,che pochi pittori avrebbero fatti piùveri e più belli. Compose ancor.» qua-dri di sacro argoroeulo per chiese eper private famiglie, nei quali, se al-quanto fosse Stata aiutata da più ca-stigato disegno e da miglior colorito,avrebbe avuto luogo tra le buone pit-trici. Mori in patria dopo il 1750.

BURKE ( Tommaso), nato in In-ghilterra circa il 1740, intagliò allamaniera nera ed a granito diverse in-venzioni di Angelica Kauffmann e dialcuui altri pittori. La sua più celebrestampa rappresenta

La Battaglia d’Arincourt, traila daMortimer.

BURNFORD (N.) è conosciuto tragl’intagliatori inglesi peravere fatto al-cune tavole iu rame che ornano la storianaturale delle Piante di Roberto Mo-risson, pubblicata nel 1715 in Oxford.

BURSEIUO ( Bartolommbo e Ber-nardino ) operarono in Cremona dal-T auiio i 473 al i5o5. A costoro, co-me rilevasi dai registri della cattedra-le della stessa città, furono in diversitempi commessi ricchi lavori di rica-mo, tra i quali un pallio del valoredi trecento quattordici lire imperiali.Conservasi tuttavia iu quel tempio un