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BUSSOLA (N.) ^cultore milanese deldiciassettesimo secolo fu uuo di coloroche operarono intorno alla facciata delLuoiuo di Milano, ed ebbe parte ucl-1 ° scolpire i gran termini che stanilo-addossati ai pilastroni insieme al La-S‘>gna, a Carlo Buono e ad altri non^nòbili scultori.
BUSTaMANTE (Francesco! cele-bre ritrattista spagnuolo, nato in Ovie-do nel j58o e morto nel 1637 , operòu »olto in patria, dove, tra le altre cose,fece per i Francescani molte storie afresco ed all’ olio dei latti di s. Fran-cesco , che per altro non corrisposeroa Ba fama che gli avevano procacciata1 molti ritratti eseguiti in diverse città.
-—<-Bartodommeo di
fioriva avanti la metà del sedicesimosecolo. Èva cappellano del cardinaleGiovanni di Tayeraarcivescovodi To-ledo, al quale come architetto fucommessa dallo stesso arcivescovo lafabbrica dell’ ospedale di s. GiovanniBattista fondato nel 2 545. Fu il suodisegno sottoposto ai due architettidella chiesa di Toledo Gonzules deLara e Vergara , i quali non sepperoche ammirarlo. U cortile viene cir-condato da un portico di coioune do-lche , sostenenti archi cou sopra unloggiato di colmine joniche tutte digrauito. Dal mezzo di cosi magnificocortile si passa alla chiesa che è puredi bella e grandiosa architettura.
BUSTI (Agostino), chiamato da-gli scrittori suoi coutemporanei Barn -baja ed anche Bombava o Zarabara,tacque nel territorio milanese circa il1 ^ 70 , e fu probabilmente allievo diBernardino da Treviglio. Ad AgostinoPrincipairnénte si dà merito d’aver sa-puto rendere docili ai più minuti la-vori i marmi delle cave lombarde, quan-to gli statuarj carraresi e greci. Molte°pcre , e di grande importanza scolpiQuesto grande artista dagli ultimi aunidel quindicesimo‘secolo fino presso ali55o, verosimile epoca della sua morte.Osserva giudiziosamente il dottissimotutore della Storia della Scultura ,che Giorgio Vasari, quando fu a vi-
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sitare i monumenti delle arti lombarde,riconobbe ed ammirò grandemente ilavori del Batnbaja, il quale, ove perIn natura del soggetto non eragli datod*introdurre delicati arabeschi, foglia-mi e complicatissimi accessorj che scol-piva generalmente ne* suoi monumenti;non mancava d’ introdurre nei lembidei vestimenti, nella minutezza dellepieghe, uella finezza dei capelli e dellebarbe, negli ornamenti architettonicidi che sfoggiare colla destrezza di unaesecuzione che nou ebbe mai pari inItalia. INon ci conseute là qualità del-1 ’ opera di tener dietro ai particolarilavori di questo grand’uomo, comefece diffusamente il preallegato scrit-tore della Storia della Scultura , ondeci ristringeremo ad additare le princi-pali opere; potendo chiunque volesseaverne più diffusa notizia, ricorrere allodato libro.
Nel Duon .10 di Milano, oltre i la-vori confasi con quelli d’altri scultoridella cappella della Madonna dell'Al-bero, fece la palla di marmo della Pre«sentazione di Maria Vergine al Tem-pio ed il vasto monumento del cardi-nale Caracciolo morto nel i538 , chefu probabilmente V ultima opera d’Ago-stino.
2\el chiostro di s. Marco eseguì l’ek-gautissimo monumento eretto a Lan-cino Curzio, ch’è adesso nelle galleriedella imperiale accademia di Brera.
A s. Francesco la sepoltura dei Bi-raghi, ec. ec.
Per ultimo il monumentò scolpitoa Gastone di Foix, che doveva porsinella chiesa di santa Marta, che poiper le vicende della guerra non fu po-sto interamente a suo luogo. Intornoa così maravigliosa opera , della qua-le conservatisi sparse varie parti in piùluoghi , fece un’ ampia illustrazionel’illustre pittore e letterato GiuseppeBossi, riferita nella Storia della Scul-tura, la quale basta a dare una adequa-ta idea dello straordinario merito delBusti, uuo de più grandi scultori, cheabbia prodotti la Lombardia o l’Ita-lia nei iliiglior secolo delle urti.