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cesi che il diseguo dei quattro archi-tetti era magnifico e degno del supremoDio , ma che per varie vicende restòla fabbrica sospesa dopo la morte diPisistrato; e questo maraviglioso tem-pio fu 1* opera dì molti secoli e dimolti sovrani che vollero a gara ab-bellirlo e compirlo. Quattrocent’ annidopo Pisistrato, Perseo re dì Macedo-nia ed Antioco Epifane fecero da Cos-puzio architetto romano condurre afine la gran nave e porre le colonnedel portico- Nell' assedio che Siila fecead Atene il tempio fu molto datiueg-gint.o ; ma in appresso i re alleati diBoma lo fecero ristabilire a spese co-muni con idea di consacrarlo al geniodi Augusto. Dice Tito Livio, che que-sto tra tanti templi era il solo degnodi Giove. L' imperatore Adriano vi fe-ce poscia uu ricinto di muro che gira*va un mezzo miglio, tutto ornato dellestatue che le città greche eressero a que-sto imperatore; e gli Ateniesi si distinse-ro elevandogliene una colossale dietro altempio. 11 ricinto era eziandio decora-to da una facciata lunga cento perti-che, sostenuta da colonne corintie dimarmo, e da questa facciata tre gran-di vestiboli couducevauo al tempio.Adriauo ne feccia seconda dedica. Vipose dentro la famosa statua di GioveOlimpio d'oro e d’avorio, intornoalla quale l’illustre Quatremère deQuincy pubblicò in questo secolo unasplendida eruditissima opera. Si grantempio, la dì cui spesa tu calcolata acinque millioni di scudi d’ oro, è ades-so quasi totalmente minato , e forsepasseranno secoli k prio>a che i Grecipossauo rifabbricarlo e consacrarlo alvero Dio.
CALETTI ( Giuseppe ), non soper quale ragione sopranuomiuato ilCremonese, nacque iu Ferrara circa ilj6qo e poi eh' ebbe appresi gli ele-menti del disegno sotto mediocre pit-tore si fece a studiare da se le operedei Dossi in patria , poscia quelle diTiziano in Venezia. Ed intorno alleCose deli* ultimo cosi ostinatamente siadoperò , che potè imitarne noti solo
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il disegno, ma ancora il colorito. Sem-bra ad ogui modo che il C-detti abu-sasse viluieute della propria capacità ,se è vero quanto di lui raccontasi daalcuni scrittori , che cercò di contraf-fare le cose del Vecellio, e che ven-dette alcuni suoi quadri per opere diquesto graude maestro. Mori avautiil 1670.
CALICI ( Achille) bolognese , stu-diava la pittura sotto Prospero Fon-tana, quando l’accidente gli pose sot-to gli occhi una tavola di LodovicoCaracci. Sorpreso dalla bellezza diquel quadro , credette d’ aver trovatala sola via di ben dipingere , e datoun addio alla scuola di Prospero sifece a studiare da sè le opere di Lo-dovico , delle quali ad ogui modo fupiù felice ammiratore che imitatore. Eranato circa la metà del sedicesimo secolo,ma ignorasi V epoca della morte.
CAL11NTO, non è ben noto diqual paese, fioriva nell’età dello sta-tuario Onata d' Egina , col quale fecealcune statue equestri e pedestri, del-le quali parla Pausania nel lib. X*
CALIPSO , celebre pittrice , dipin-se, secondo Plinio, uu vecchio conaltre figure allegoriche.
CALL ( Giovakm vàn ) nacque daun celebre oriuolaio di Nimega , chemolto guadagnando nella sua professio-ne desiderava d’ammaestrare nella me-desima il figliuolo: ma questi, invin-cibilmente inclinato al disegno , a for-za di preghiere sue e della madre , ecol mostrare d* avere di nascosto e sen-za maestro diligentemente copiali al-cuni paesi di Brugel e di Bri!, olteu-ne all’ ultimo il paterno assenso di ap-plicarsi alla pittura. Dopo averne stu-diati i principi sotto non so quale mae-stro , visitò le spoude del Beno e grauparte della Svizzera, copiando dovun-que le più belle vedute. Di là seco re-cando questo ricco tesoro , passò aBoma , dove fece pure una doviziosaraccolta di disegni di paesi, di giar-dini, di palazzi, di antichità; e stu-diò sotto varj maestri le diverse ma-niere del dipìngere , ma non quanto