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ace un carattere burbero ed armigero;carattere in que* tempi pur troppo co-mune per natura, o perchè c<*« volerà)a moda, a non pochi artisti. Non è per-ciò maraviglia che Costanzo sia quasisempre vissuto ora esule , ora contu-mace. Della sua inclinazione alle rissetrovansi manifesti indizj nelle sue pit-ture , vedendovisi frequentemente in-trodotti fieri aspetti di sgherri, di sol-dati , e che so io , troppo sconvenientialla soavità del guidesco stile. Preten-dono alcuni che questo contagio cheinfettò per alcun tempo 1 Italia, deri-vasse in gran parte dalle stampe diAlberto Duro e di Luca d* Olanda,delle quali indubitatamente si servi peralcune invenzioni di storie il Costanzo.Devesi ad ogni modo confessare , chedi mezzo a burbere e minacciose figuretraspare qua e là nelle opere sue lostile della scuola di Guido, della qualeavrebbe potuto essere uno de’ princi-pali sostegni. Conservarci nel territo-rio ferrarese alcuni pregevoli suoi qua-dri, pochissimi o nessuno altrove. Ope-rava ancora in principio del i 665 .
CATTANEO ( Danese ) nacque inCarrara, patria in ogni tempo di va-lenti scultori, circa il i 5 oo, e dopoavere appresi nel paese natale i prin-cipi della scultura passò a Venezia efu allievo di Jacopo del Sansovino.Una delle prime opere del Danese fu1 * Apollo che vedesi nel mezzo del cor-tile della Zecca di Venezia, che è ve-ramente e per I* invenzione e per l’ese-cuzione degno delle lodi che gli sonodate. Scolpi nella chiesa di sant* Au-tonio in Padova il deposito del gene-rale veneto Alessandro Contarini, indirecossi a Verona, chiamatovi per eri-gere il mausoleo di Giano Fregoso nellachiesa di santa Anastasia. E questo uumisto d* altare e di deposito che la-scia lo spettatore indeciso sull’ uffìziocui è destinato. Ergonsi sopra un pie-destallo quattro colonne corintie , sulcornicione delle quali trovasi un attico.Nell’ intercolonnio di mezzo è uu arcocou imposte ricorrenti dietro le colonne.Nel mezzo dell’ arco poi vedesi un al-tro piedestallo minore con due mezze
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colonne corintie ai lati e sopra un fron-tespizio. Questo tabernacolo alquantoprojetto ha la statua di Cristo ignudo,che risalta assai , perchè è sopra unfondo di pietra di paragone; ed è que-sto propriamente Y altare. In uno de-gli intercolonnj laterali vedesi la sta-tua di Giano Fregoso armato all’an-tica ; ed altre beu intese sculture ser-vono d’ crnameuto a questa singolareopera.
In Venezia architettò e scolpi nellachiesa di s. Giovanni Evangelista il de-posito di Andrea Badoero 5 in s. Gio-vanni e Polo quello di quel doge Lo-redano, che nella guerra di Cambra!sagrificò e figli e sostanze per difesadella patria. Altre sculture fece in Pa-dova all’ arca di sant’ Auton io , dellequali e di altri lavori eseguiti altrovetroppo lunga opera sarebbe il farnemenzione. Fu architetto e scultore trai più riputati del buon secolo, amicode’letterati e letterato egli stesso. Com-pose diverse poesie , tra le quali unpoema in ottava rima. 11 Sansovino ,Pietro Aretino, Tiziano Vecellio, PaoloGiovio, il Cardinal Bembo, ec. furonosuoi amici.
CATTAPANE (Luca) operavanel 1 585 , mentre Autonio Campi scri-veva la sua celebre storia. Ebbe amaestro Vincenzo Campi, sotto ladirezione del quale copiò varie operedei grandi artisti di questa famiglia.Molte sue opere conscrvansi nelle chie-se di Cremona , e tra queste meritadistinta menzione il quadro fatto nel-1’anno i 5 q 3 per la cattedrale rappre-sentante Gì su in croce cou alcuuisanti. E noto che operava ancora uei-Fanno 1597.
CATTIN 1 (Giovanni) nacque inVenezia circa il 1725, e fu uno deibuoni intagliatori in rame che fiori-rono in Venezia nel decimottavo se-colo. Non coutava che circa diciot-to anni quando intagliò in grande ilritratto del pittore veneziano GiovanBattista Piazzetta. Secondo il biogra-fo Basan operava tuttavia in patrianel 1789. Le più rinomate sue stam-pe sono: