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si diede all' intaglio , alla fusione, allascultura. Egli stesso distesamente scrissele memorie della propria vita, in mododa recare vantaggio grandissimo agliartisti. Ma la scrisse con tanta inge-nuità , da non cercare pure di velarei difetti morali, che per avventura po-trebbero riuscire di mal esempio ai gio-vani die, cercando nel suo libro utiliammaestramenti, vi trovano descritteazioni per lo mono temerarie , vio-lenti, inurbane. Da principio operò iuFi renze , indi recossi a Roma sotto ilpapato di Clemente VII, con cui so-stenne nel i 52 ? l’assedio in CastelSant’Angelo, durante il quale dirigevar artiglieria: e tra le valorose sue im-prese suppone di aver egli ucciso ilcelebre generale supremo di Carlo V,principe di Borbone. Fu molti anni inFrancia ni servigi di Francesco 1 , didove, tornato poi in patria, si stabilìiu Firenze, ove tra le altre cose fusela statua dd Perseo. Sgraziatamente isuoi lavori di preziose materie souoquasi tutti peliti per bisogno, per ava-rizia , per ignoranza de’ possessori -, manon pernióne soffrila sua memoria. Trale opere grandi di scultura si conser-vano in Firenze alle logge dei Lanzi la«tatua in bronzo del Perseo, ali’Escu-riale in Ispagna il Cristo in marmo,nella galleria delle statue del Louvre inParigi vedesi il suo basso rilievo clicstava sopra la porta di Fontaìnebleau,ec*Fece un grandissimo numero di operedi orifìceria e di smalto , c medagliec monete di squisitissimo gusto Sononoti i preziosi vasellami eseguiti da luiper i cardinali Cibo , Cornaro , Ri»dolfì e Salviati, come pure il meda-glione d’ oro colla Leda ed il Cignopel confaloniere di Roma Gabriele Ce-sarmi, i vasetti elegantissimi pel chi-rurgo Jacopo da Carpi, l’ampolla pelSangue santissimo fatta di commissionedel duca di Mantova , il suggello pon-tificale per il cardinale suo fratello, ilbottone per piviale ed il calice d'oroper Clemente VII, e per tacere di tantealtre cose, la saliera, il gran vaso edil Giove d'argento grande al vero, il
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quale era una delle dodici divinità,che abbellire , o contornar dovevanole mense di Francesco l re di Fran-cia. Oltre le memorie della propriavita scrisse due trattati intorno allecose dell’ oreficeria e della scultura;come pure alcune lettere intorno allearti, che trovansi raccolte tra le più-loriche pubblicate da monsignor Bot-tari. Mori in Firenze nel 1670,
CELLINO maestro scultore , ope-rava iu Pistoja nel » 33 ^ intorno allachiesa di s. Giovarmi Rotondo , chesotto la sua direzione si andava co-struendo sui disegni di Andrea da Pisa.In quell’anno, o nel precedente, es-sendo morto il celebre Cino da Pisto-ja, mes. Giovanni Carlini e certo Schiet-ta affidarono a Cellino Y incarico difare in Siena e dì marmo sanese il mo-numento di Cino da Pistoja secondoil disegno eseguito da un maestro diSiena , e di porlo in opera a suo luogoa tutte sue spese per novanta fiorinid’ oro. Di ciò fu fatta pubblica me-moria , mercè la quale viene smentitala comune opinione che il monumentodi Cino sia opera di Andrea Pisano,ed aggiunto alla Storia della sculturaut) valeute artista sanese contempora-neo di Agostino ed Agnolo sanesi. Micorre obbligo di dichiararmi debitoredi questa notizia al mio dottissimoamì-co il professore e cavaliere abate Ciampi,che tanto illustrò le antiche memoriedi Pistoja sua patria
CENCRAM 1 DE fu, secondo Plinio,lib. xxxiv, cap. 8, uno di que* scul-tori che meglio espressero i comici egli atleti, senza che per altro , o inquesto autore o iu altre antiche me-morie trovinsi ricordate opere di taleartista.
CENNI (Bartolommeo ), uno degli
orefici ed intagliatori che fecero il ma-gnifico altare d* argento di s. Giovannidi Firenze terminato, dopo molti annidi lavoro, nel i 477 : intorno al qualeoperarono i più illustri scultori ed ore-fici che allora avesse Firenze.
CENNINl ( Cekkiko ) di Colle diValdelsa, fu lungo tempo scolaro di