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dell’ intaglio in Italia, si parlerà nelvolume vi di quest’ opera.
CmCiGNAJNl (Nicolò) detto dal-le Pomarance , dal luogo della nascitaa poca distanza da Volterra. E pro-babile che fosse scolaro del Ti li , delquale fu aiuto quaudo dipingeva lamaggior sala di Belvedere. Anelalo gio-vane a Roma vi si trattenne fino chevisse, lavorando con molta facilità cvendeudo i suoi quadri da stanza abuon mercato. Fece in Roma diversilavori a fresco , dei quali non ricor-derò che la cupola di s. Prudeuziaua,dove supery i pratici de* suoi tempi.Mori nel 1591, lasciando ammaestratonell’ arte suo tiglio
——— Antonio, che avendo, finchevisse il padre, lavorato soltanto comesuo aiuto, era stato credulo da monodel padre. Bastarono però a farlo vantag-giosamente conoscere le pitture eseguitein una cappella alla Trausportina edalla Consolazione, ntIIP quali parveagl'intelligenti di ravvisare una feliceimitazione della maniera del Baruccie del Roncalli , le di cui opere avevalungamente studiate onde formarsi unmigliore stile del paterno. In maturaetà fu chiamato per diversi lavori aCittà di Castello , e vi si trattenne piùanni facendovi pregevoli opere ptr chie-se e per private famiglie. E probabileche passasse gli auni dell’ eshema vec-chiaia tnl quieto soggiorno del pater-no villaggio di Pouiarance.
GIRELLO (Giulio) allievo di Lu-ca Ferrari operava in Padova sua pa-tria in sul declinare de! diciassettesi-mo secolo. Aveva lungamente dimo-rata in Bologna , dove si tra rmdutafamigliare la maniera di quella scuo-la , e la diffuse in Padova, dove fecediversi buoni allievi.
GIRI ADE , architetto che operavasotto il regno dell’imperatore Teodo-sio, ebbe da questo principe la com-missione di fabbricare uua basilica edun poute; e mila costruzione dell’ul-timo fu accusato di dilapidazione deldanaro. Fu non peitauto decorato dellaconsolare dignità $ ma essendo stata
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portata l’accusa alla decisione di Siili*maco, in allora prefetto del pretorio,personaggio d’illibata giustizia e dellecose dell' archileUura intelligentissimo,credesi che Ciriade sia stato ricono-sciuto colpevole.
CIRIBONO (N.) pittore di Casal-niuggiore operava in Padova neldi cui trovasi notizia nel libro di Gian-ni Antonio Moscioni st.imputo nel18:26 col titolo: Dell’ origine e dellevicende della pittura in Padova .
CLSEAU (P. L.) , miniatore ed in-tagliatore , operava in Parigi nel 1787,nel quale anno pubblicò, in due pezzialla maniera inglese, Amore che domauu Leone, td altro soggttto che servedi riscontro.
C 1 STNEROS (Fratelli ), nati inToledo iu sul declinare del quindice-simo secolo , ebbero Y incarico deglioruamenti e decorazioni d’ ogni ma-niera della chiesa delle claustrali diSilos in Toledo, intorno alle qua-li cose lavorarono dal i 5 t 5 al i 5 i 8 .Dopo tale epoca non si hanno ulte-riori notizie di questi pittori
GI I R 1 NI (Marino), valente sculto-re veneziano , nato in principio delquindicesimo secolo, operava iu For-lì nel 1460. Gosliusse, ossia termi-nò i»i tale anno la grandiosa portadella cattedrale di questa città, orna-ta di sculture e di bassi rilievi , peri tempi iu cui furono eseguiti , dilodevole stile e di nou cattiva esecu-zione. Il Citrini , che probabilmenteavrà fatte molte opere iu patria, prov-vide soltanto iu questa alla immor-talità drl suo uoniecoìla seguente iscri-zione: — Martinus Citrinus venetusconstrucsit ponicfìcatus Paulì 11 pa~pae anno i(j 65 .
—--Giacomo, figlio o nipote, ma
più probabilmente nipote di Marino,lasciò pure iu Forlì, a s. Mercuriale,nella cappella dei Ferri, alcuni prege-voli lavori di ornato iu marmo ,che V illustre autore della Storia del*la Scultura chiama di così mirabileintaglio da non cedere in pregio aibassi rilievi di s. Michele da Murano*