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tordici palmi. Senza gli scalini il dia-metro della fabbrica è di centosessan-tasei palmi. Ha nell’ esteriore due or-dini di colonne corintie incastrate nelmuro, sui capitelli delle quali sonoal solito archi, ma tondi. Nell’ordinesuperiore le colonne sono più spesse;di modo che ogni arco del primo or-dine viene a sostenerne tre sopra duecolonne. Sopra questi archi del secon-do ordine è una corona merlata, com-posta di tanti triangoli , in ciascunode’ quali è una statua al vertice, edun* altra alla base. E tra questi trian-goli si ergono piccoli campauiletti la-vorati a fiori. Sopra il secondo ordineS’ erge la cupola in forma di pero ,sulla cima della quale cuna statua dis. Giovanni Battista. L’ altezza dellacupola è di ccutoquaranta palmi ; ècoperta di pihmbo, e tutto l’edifizioè di marmo. Internamente dodici co»lonne isolate formano il portico, sulquale è un altro sostenuto da pila-stri pure isolati, che sono sopra lecolonne. £ sopra le colmine e sopra ipilastri girano i soliti archi. In mezzosta una vasca oltagona, a cui si ascendeper Ire scalini ottagoni. Entro la va»sca sono Ritorno quattro pozzetti, edin mezzo c il fonte con sopra la sta-tua di bronzo di s. Giovanni Battista.Ignorarsi la patria e le epoche dellanascila e della morte di Diolisalvi.
D1PENO e'SC1LL1DE , ambiduescultori di Creta, operavano neil’Olim-piade cinquanta. Chiamati in licioneda que* cittadini per fare alcune sta-tue degli Gei , restarono in tal mododisgustati del villano procedere di quel*la gente, che lasciata l’opera imper-fetta recaronsi nell’ Etolia. In breveSicione essendo afflitta da grande ca-restia, ebbe ricorso all’oracolo d’Apollo,il quale rispose, che non sarebbe cessa-ta finché non fossero richiamati gliscultori a terminare le immagini de-gli Dei. Perciò ricercati con sommadiligenza, c con grandi promesse ricon-dotti a Sicione, terminarono le inco-minciate statue di Apollo , di Diana,di Ercole e di Minerva , e la carestia
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ebbe fine. Cosi- la storia si abbellì osi travisa coi miracoli !
DLRCK (Teodoro) o Volkart Coor-nhaert, nacque in Amsterdam nel i5a»,e mori a Gand nel i 5 yo. Celebri so-no le straue avventure di quest’ uomo,la di cui vita fu pubblicata in fronte■ alle sue opere formanti tre volumi infoglio, nel i63o iu Amsterdam. Maperché presentemente non interesse-rebbero punto le dispute ed i disgustich’egli ebbe a sostenere per parte deiteologi della sua patria c di quasi tut-ta l’Olanda ; e perchè altronde sonoavvenimenti affatto stranieri all’arte,ho creduto utile consiglio di lasciarele sue avventure nell’oblio in cui giac-ciono. Non ometterò di osservare, chele sue stampe sono intagliate a buli-no in uno stile leggiero, che s’asso-miglia ai disegni eseguiti a penila ; cche ebbe tra molti allievi il celebreEnrico Golzio, che ne incise il ri-tratto.
Ecco un breve catalogo delle stam-pe di Teodoro :
Deposizione di Croce.
Giuseppe che spiega il sogno a suopadre alla presenza de’ fratelli.
Giobbe afflitto dal demonio, c rim-proverato dalla moglie.
DISCALZI (Isabella ) moglie del-lo scultore modenese Guido Mazzo-ni , fioriva uegli ultimi anni del quin-dicesimo secolo, e probabilmente fuaiuto dello sposo iu diversi lavori fat-ti in patria, e forse nel regnodi Na-poli ed in Francia dove fu condottoda Carlo Vili. Ebbe aucora una fi-glia iniziata nelle pratiche della scul-tura, e da immatura morte rapita al-la gloria dell’arte. Ma è cosa veramen-te spiacevole che di queste coltissimescultrici non rimangano opfcre, nè si-cure memorie di quelle che uscironodalle gentili loro mani.
DISCEPOLI (Giovarsi Battista)chiamato lo Zoppo di Lungano , na-cque uel 1090 , e frequentò iu Mila-no la scuola di Camillo Procaccino #uscito dalla quale si fece ad imitarealtri maestri, e specialmente i più il-