422 DO
.socchè tutta l’Italia, e diffuse i suoilumi per tutto il mondo. A Itoma, aNapoli , a Padova, a Venezia, in mol-tissimi luoghi della Toscana veggon-si opere sue, de* suoi allievi ed imi-tatori ; onde può dirsi in stretto sen-so aver egli formato una scuola. Maentriamo Senza più a parlare delle sueopere. Lina delle prime fu la tavolain marmo della Nunziata in santa Cro-ce di Firenze , lavoro condotto congrande amore e con tale ingenuità diespressione, che non può desiderarsida giovane artista nè più, nè meglio*perfetta è la composizione j amabile,modesto, espressivo il volto della Ver-gine, nel quale manifestasi quella pu-dica ritrosia, che è propria della Ver-gine all* atto dell’ anuunzio che la di-chiara madre. Non farò parola dellagara dei due Crocifissi tra Donatelloe Brunelleschi. Trovasi minutamentedescritta dal Vasari. Donato si rico-nobbe vinto dall’illustre amico, con-fessò d’ avere egli fatto un facchino ,e di avere Brunelleschi rappresen-tato in croce il più bello degli uo-mini. Quanto profitto noti seppe ri-trarre Donato da questa gloriosa scon-fìtta ! Pose mano ben tosto alla Mad-dalena in legno, soggettopiù volte dalui ripetuto , nel quale cercò di con-servare il dolore, la compunzione ela bellezza, congiunta però colfeffet-to dei digiuni e dulia penitenza. Fuquesta statua scolpita la prima voltaper la chiesa di «.Giovanili di Fimi*ze. Forse portò tropp’oltre lo sfinimen-to , fino a mostrarla scarnata, ina nonpertanto vi si ravvisano grandi c sin-golari bellezze, intelligenza delle par-ti anatomiche, e la vera espressionedel dolore. La statua di s. GiovanniBattista riuscì nel suo genere un ca-polavoro, può dirsi, superiore all’etàin cui fu fatto. Mala figura di s- Gior-gio fatta per la parte meridionale dor-sali-Michele è così nobile e perfettastatua che da oltre quattro secoli for-ma la maraviglia di tutte le colte per-sone. A questa tenne dietro la statua«li Barducci Chcrichini r chiamata lo
DO
Zuccone, posta sul campanile di s. Ma-ria del Fiore nel lato clic guarda lapiazza, ed i santi Pietro e Marco perOr-san Michele. Fuse poscia in bron-zo il gruppo di Giuditta, che vede-si sotto le logge dei Lanzi, il qualeè noto essere stato fatto per tutt’ al-tro oggetto che per quello indicatodall* iscrizione attuale : exemplutnsai . pub. ciVei posuere mccccxcv. Oraconverrebbe entrare nel dicorso degas-si rilievi da lui condotti gran partein stiacciato rilievo, e tutti di unastraordinaria eccellenza. Ma la naturadell* opera mi consiglia ad additaresoltanto i più insigni. Darò il primoluogo a quelli del pergamo della basi-lica di s. Lorenzo in Firenze , ne’qua-li ammirasi una Deposizione di Cro-ce , soggetto replicato da lui alla cap-pella delle reliquie in s. Antonio diPadova, nella quale ultima chiesa con-dusse poi altre esimie opere. In Pra-to fece nell' esterno giro del pulpi-to di marmo, ove si mostra sulla piaz-za del duomo la Sacra Cintola, unaDanza di puttiui che non può vedersipiù gentile e cara cosa di questa. Ese-gui poscia in Napoli, a s. Angelo inNido, l’arca sepolcrale del card. Rinal-do Brancacci , ed iu s. Giovanni diFireuze quella di papa Giovanni xxm.1! Vasari ne descrisse diffusamente lavita, ed ampiamente trattarono dellesue opere il conte Cicognara, il d'Àgiu-court ec. Come fu il Donatello eccel-lente scultore, fu eziaudio onoratogalantuomo , disinteressato , amicodei buoni , tardo all'ira, facilissimoal perdono. Ebbe molti allievi , tra iquali Michelozzo Michelozzi, e fu piut-tosto amoroso padre che loro maestro*Ebbe un fratello , che con lui operò,ma piò attese alle opere in bronzo cheiu marmo. Fu questi
DONATELLO {Simone ni), del qua-le vedesi nella città di Prato, all'altaredella Madonna della Cintola, un bei*lissimo e ricco cancello in bronzo conrabeschi elegantissimi, ornati di uc-celli e quadrupedi egregiamente ese-guiti , e che ben meriterebbero per