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vezzosa contadina iu vicinanza di Brus-selit-f? , nel villaggio di Savelteny , laquale pel* ricompensa dell’affetto glichiese di fave due quadri per 1’ altaredello sua parrocchia. Nel primo rap-presentante 6. Martino, 1* innamoratoart 'ta ritraeva se stessò sul cavallo re-galatogli d;d generoso maestro ; tkI-r altro , contenente la Sacra famiglia ,ritrasse l'amata nella Vergine, ed isuoi genitori in s. Giuseppe ed in san-ta Anna. Rubens avvisato del travia-mento del suo caro allievo, risveglian-do in Ini il sentimento della gloria,gli faceva , sebbene di mal animo , im-provvisamente abbandonare T amica.Giunto a Venezia , vi fu lungamentetrattenuto, specialmente dai quadri diTiziano e di Paolo , che prese persuoi modelli > e sebbene ammirasse al-itavo le divine opere di Careggio ,di Andrea del Sarto, dei Caracci,di Michelangelo, prevalsero sempreper molti rispetti i grandi esempla-li che lo avevano colpito in Vene-zia. Prima di recarsi a Roma velieveder Genova , dove fu alcun tempotrattenuto per lasciarvi maravigliosetestimonianze della sua virtù. Deside-rò di legare amicizia coll’illustre pit-trice Sofouisba Angui sciola , che giun-ta ad estrema vecchiezza e cieca loaccolse con piacere e lungamente Pin-Irattenne intorno alle cose dell’arte.Confessava poi d’ avere da questa va-lt-Tìte donna vicevnii utilissimi consi-gli sulle difficoltà dell* arte. Anda-d.itos-ne a Roma , cosi Filippo Bal-diuucci, ove fu ricevuto dal cardinaleBentivogli, fece del medesimo il ma-raviglioso ritratto, che poi venne inpotere del Gran duca di Toscana edora conservasi nella reale galleria, nellastauza della Tribuna. Per lo mede-simo cardinale fece un bel crocifissospirante. Occorse poi, che parendo aiprofessori deli’ arte in quella città,che la bella luce del colorito dì que-sto artefice, posta a confronto delleopere loro , fucessele parere alquantooscure, insorgesse contro al van-Dyckuna sì fatta persecuzione per opera dialcuno de’ medesimi > che egli , che
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continente e prudentissimo era , avesseper bene di lasciar Roma, ed a Ge-nova tornarsene. Quivi con gran pro-vecci se la passò , facendo infiniti ri-tratti di quei nobili e de’ personaggid’ ogui più alto affare , che in diverseoccasioni vi comparivano , de* qualialcuni furono tenuti non punto infe-riori ai più belli dello stesso Tiziano;al cui fare è concetto de’ periti nel-1* arte, eh* egli più assai s* accostasse,che non fece il Rubens suo maestro-Dipinsevi anche bellissimi quadri ol-tre ai ritratti ; e tali fundo per Mon-dorosso , terra della Riviera , un Cro-cifisso , s. Francesco , il beato Salva-dorè e la persona del padrone del qua-dro , che ivi viene rappreseutata ingUuocchioni. Da Genova si portò in Si-cilia 9 mentre il principe Filiberto diSavoia eravi viceré. Feceue il ritratto,ed essendo poco dopo seguita la mortedi quel signore, egli da Palermo siparti di ritorno a Genova , portandocon seco una sua bella tavola di Ma-ria Vergine del Rosario,con s. Dome-nico e con cinque sante Vergini paler-mitane, opera ch’era stata destinata per-V oratorio della compagnia del Rosariodi quella città. Seguitò a dare opera aisuoi ritratti, finche venuto in desiderio*di rivedere la sua patria ed i proprj pa-renti, fece ritorno ad Anversa; ove pureassai bellissimi ritratti, tavole e quadridi varie invenzioni colorì. Non toccòvan Dyck veruna importante città dTta-liaseuza che fosse pregato ad eseguirequalche lavoro; ed il suo gentile ca-rattere non gli consentiva di rifiutar-si alle inchieste di coloro che mo-stravano di tanto apprezzarlo. Quan-to vantaggio ritraesse da suoi sludj sul-le opere de* grandi maestri d’Italia
10 mostrarono i quadri eseguiti dopo.
11 ritorno in patria. Chiamato iu In-ghilterra alla corte di Carlo I, di-pinse questo sovrauo 6 tutta la suareale famiglia con tanto soddisfacimeu-to, che Io fece cavaliere e splendida-mente regalò. Lord Ruten , conte diGornej non isdegnò di accordargli suafiglia iu consorte, che alla nobiltà deinatali univa il merito di una straor-