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Tomo secondo.
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non fosse ricompensala dalla bellezzadella composizione. Conosconsi diErmell molli paesaggi , ornali diruinee di animali toccali con grandespirito e forza. Sono assai pregiatii seguenti :

Paesaggi con alcuni antichi mo-numenti , ed in mezzo un toro.

Altro simile con un pastore cheriposa : lavori della vecchiaia ese-guiti nel 1697.

Paesaggio colle figure di un Fau-no e di una Baccante.

Paesaggio con un disegnatore vi-cino ad un antico monumento.

Simile con un pastore che dà amangiare ad un cane.

ERMODORO di Salamina , fio-riva circa cent’anni avanti l’era vol-gare ; quando per ordine di Postu-mio Metello fece al tempo di GioveStatore un portico perittero, cioèUn porticato avente tanto nell’aspettodavanti, quanto in quello di dietrosei colonne per parte, ed ai fianchiundici , compresevi quelle dei can-toni : e queste colonne tanto sonolontane dal muro della cella, quantoè il loro intercolonnio. Credesi chequest’artefice edificasse eziandio iltempio di Marte nel circo Flammi-nio , e che di costui intendesse par-lare Cicerone nell’ Oratore, comedell’architetto più capace per la co-struzione di un porto di mare.

ERMOGENE di Citerà, non igno-bile scultore, fu, secondo Pausania,l’autore di un Apolline e di unaVenere in bronzo che si vedevanoin Corinto.

ERMOGENE nato in Alabanda,città della Caria , non è ben notoin qual tempo, fece in Teo un tem-pio consacrato a Bacco. Raccontasiche avendo fatto il primo disegnodi ordine dorico , quand’ebbe fattitagliare i marmi ed apparecchialaogni altra cosa, trovandosi in grandeimbarazzo per quella legge , che itriglifi debbano essere a piombo nelmezzo della colonna, le metope qua-drate, ed innoltre che i triglifi ai

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cantoni siano all’estremità della co-lonna, mutò idea, e lo fece d’ordinejonico. Fu una vera disgrazia perErmogene di non essere vissuto aitempi nostri, ne’quali molti archi-tetti non si tengono inceppati datante regole ; e fanno perfino edi-fizj battezzati d’ordine dorico , an-che senza i fastidj delle metope ede’ triglifi.

Lo stesso architetto fece un altrotempio di ordine jonico in onore diDiana, a Magnesia città dell’Asia Mi-nore, con portico pseudodittero, cioèfatto doppio-alato consistente in ottocolonne davanti ed altrettante di die-tro ed in quindici per parte ai fianchicomprese quelle degli angoli. Fu Er-mogene per questa invenzione diporticato assai lodato da Vitruvio.Inventò altre cose in architettura ,e ne compose un trattato che si con-servava tuttavia nell’età di Augusto,facendolo riguardare per uno deipiù dotti architetti dell’ antichità ;onde venne da Vitruvio chiamato« il padre della bella architettura;»i la quale gli è debitrice non solo» dell’ invenzione dello Pseudodit-» tero, ma della maggior parte delle» altre disposizioni, per le quali la« rozzezza e la semplicità ch’ella>• aveva alla sua nascita , è stata>• pulita ed arricchita

—— Del pittore di tal nome al-tro non sappiamo , se non che fuafl'ricano, e che scrisse un libro indifesa delle opinioni degli Stoici ,che fu confutato da Tertulliano.

ERMOLAO viene annoverato daPlinio , lib. XXXVI , cap. 5 , trai sette egregi scultori che ornaronodi eccellenti statue i palazzi de’Ce-sari. Fiorì Ermolao in sul principiodell’ era volgare , e fu ne’ lavorisovr’ indicati collaboratore di Poli-dette.

■ ERMONE di Trczene, fece pertestimonianza di Pausania , la sta-tua dedicata da Aulisco, e le effi-gie in legno di Castore e Polluce.—— figlio di Pirro e fratello di