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Tomo secondo.
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penso ai disagi del viaggio. Giovane,com’egli era, avvenente, amico deipiaceri, che sapeva suonare diversiistrumenti e cantare con garbo,trovò continue oocasioni che lo di-stoglievano dallo studio della pit-tura. Scoglio fatale dove vanno fre-quentemente a rompere gl’ incautigiovani che si recatio a Roma perperfezionarsi nelle belle arti, senzache la maggior parte abbiano ilbuon giudizio di Flamael per sal-varsi dal naufragio.Costui non tardòad abbandonare le compagnie perconsacrarsi totalmente allo studiode’ sommi maestri. E fu precisa-mente dopo questo subito passag-gio dai piaceri allo studio, che formoquello stile cita gli ottenne sì grandestima in Roma e lo fece conoscerein Firenze. 11 Gran duca lo chiamòalla corte per lavorare nelle sue gal-lerie e lo colmò di favori e di doni.Nominato poscia pittore del re diFrancia , passò a Parigi , ove di-pinse la cupola de’Carmelitani Scal-zi , e fece altri lavori in diversechiese ; ma non volle obbligarsi astabile servitù. Dopo nove anni diassenza, tornava in patria nel 1647,ove in S. Giovanni dipinse unabella Crocifissione. Nominato pro-fessore della reale accademia di Pa-rigi, rivide questa capitale, e di-pinse alcune opere alle Tuilleries,ma ben tosto 1’ amor di patria loricondusse a Liegi. Si racconta, chedopo pochi anni, a ombrato dai ra-pidissimi progressi di un suo allievo,lo destinava all’umile ufficio di ma-cinar colori ; e che costui vendi-cossi dipingendo un quadro che fucreduto una delle migliori opere delmaestro. Vedendo compromessa lasua riputazione, gittò sul fuoco iennelli, e più non volle dipingere,e questa storia è vera (e forse nonlo sarà che in parte) conviene pro-trarla fino agli estremi giorni diun artista , che eseguì quadri digrande importanza in Italia , inFrancia , nelle Fiandre , e spezial-

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mente in Liegi, dove morì di 60anni nel 1675. Flamael conosceval’architettura ed era bastantementeversato nelle cose delle belle let-tere , onde seppe arricchire le suestorie di bei pezzi di architettura ;e conservare rigorosamente il co-stume.

FLENN1NGER (N) moderno in-tagliatore, di cui si conoscono alcunestampe rappresentanti paesaggi diLoutherbourg con figure di uomini edi animali,

FLENT (Paolo) di Norimbergafu, secondo il Gandellini, uno deiprimi intagliatori che invece del bu-linointrodussero il modo d’intagliaresul rame con un martello appun-tato , col quale formatisi dei pic-coli punti o più gravi o più leg-geri , secondo l’esigenza delle om-breggiature ; la quale maniera diincidere ebbe il nome di Opus mal-lei.

FLETSC1IER (Nicola) nacque aStouger nel 1731 e si fece conosceretra gl' intagliatori per diverse ve-dute di Roma, tratte dal Canaletti.

—— (N) furono di questo inta-gliatore apprezzati molti piccolissimiritratti eseguiti per ornamento divarj libri, ed è nota una sua stampadi Bersabea , tratta da SebastianoConca.

■ (N) forse non diverso dal

precedente, intagliò il frontespiziodel poema F Enriade di Voltaire ,dell’edizione eseguita in Londra nel1728.

FLEIJR ( Niccola GuglielmoDE la) nativo lorenese, operava inRoma nel 1639, uel quale anno in-tagliò un libro di fiori in dodicifogli, nel di cui frontespizio inciseil proprio ritratto , contornato dauna ghirlanda di fiori.

FL1NCK GOVAERT, nato inCleves nel 1616, trovandosi con-trariato nelle sue inclinazioni dalpadre, che lo voleva iniziare nellamercatura, trovò nel padre JacobsLambert, predicatore di Lewarde