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Tomo secondo.
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inventando e dipingendo un carrotrionfale per Filippo IV , che furiguardato come un capo lavoro pernovità e per bellezza..

GRAZZ1NI (Gio. Paolo) ore-fice ferrarese, aveva fino nella primaadolescenza appreso il disegno peruso dell’ arte sua , professando laquale aveva contratta domesti-chezza con alcuni pittori ; e fre-quentemente intrattenendosi con co-storo intorno alle cose delle rispet-tive professioni ,• gli venne vogliadi provare, se gli riuscisse di porrein opera le teorie che aveva da loroimparate; e consacrando quasi ognigiorno qualche ora alla pittura, glivenne fatto, dopo otto anni di la-voro, il quadro di S. Eligio per lascuola degli Orefici , che risvegliòin Ferrara l’universale maraviglia,sapendosi che il nuovo pittore toc-cava ai cinquantanni, e non aveaavuto maestro. Altre cose poi fecedi minore importanza, ma tutte ap-plaudite uon meno per 1’ intrinsecoinerito che per la rarità deli’ esem-pio.

GREBBER (Pietro ) allievo diEnrico Goltzio , nato in Olandacirca il 1600 , fu buon pittore distoria e valente ritrattista. Ebbefiorente scuola dalla quale usci-rono illustri allievi, tra i quali En-rico Grauw. Ebbe una figlia chia-mata

- (Maria) che occupò un di-stinto luogo tra le valenti pittricidell età sua , spezialmente per lasomma intelligenza con cui trattòla prospettiva.

E padre e figlia trattarono ezian-dio l’arte dell’intaglio in rame. Fuassai lodata Ja stampa di Pietro rap-presentante la Samaritana genu-flessa innanzi al Salvatore , chele parla.

Greche ( Domenico delle )c namato eziandio Domenico Teo-scapoli , se non p u sco laro, fu in*ubitat ainente imitatore di Tiziano.Goslui si esercitò con lode tanto

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nella pittura che nell’ intaglio. InItalia , ch’io sappia , non si cono-sce veruna sua indubitata opera dipittura , ma molte ne conserva laSpagna, dove, recatosi in età ditreutacinque in quaraut’anni , lun-gamente visse e morì. Scrive il Pa-lomino, che spezialmente i ritrattidi Domenico sembravano dipintidallo stesso Tiziano; ma che in ap-presso, avendo voluto cambiar ma-niera , peggiorò. Tra le non moltesue stampe celebre è quella del Fa-raone sommerso, tratta da un’ in-venzione di Tiziano.

GRECI1ETTO V*. Cesati

V. Castiglione Benedetto.

GRECHI (Marc’Antonio) saneseoperava nel 1654 , nel quale an nodipinse una sacra famiglia, che futenuta in molta stima per contodella composizione e del disegno.Conservasi tuttavia in Foligno , evi si scorgono manifeste tracce dellostile del Tiarini , onde credesi co-munemente che il Grechi abbiafrequentata la sua scuola. In gio-ventù si diede all’intaglio in rame;nel 1595 incise a bulino una de-posizione di Croce , dal Cassolani;nel 1596 S. Ansano che battezza :nel susseguente anno la Vergine colBambino , S. Giovanni Battista ,S. Giovanni Evangelista e S. Ca-terina da Siena di sua invenzione.

GRECO (N) scolaro di Pellegrinoda Udine, se si può dar fede agliscrittori contemporanei, fu valentepittore. Chiamavasi Greco dal pae-se in cui era nato , e dove proba-bilmente tornò quand’ebbe appresal’arte , senza nulla aver operato inItalia che faccia testimonianza dellasua virtù.

GRECOL1NI (Antonio). È notoche dipingeva in Roma nel 1702 ,ma convien dire che non facesse talicose da dargli luogo tra i valentiartisti.

GREEM (Beniamino) intagliatorealla maniera nera , era nato iu In-ghilterra circa il 1756, ed operava