coeli
I1U
"6" originali, ma ancora per bellaesecuzione. A questo artista, cheaveva profoudamente studiata 1’ a-natomia, vanno le nAlerne scuoledebitrici di quel modello anatomicoche presentasi col destro bracciodisteso, e tuttora conservasi ne’pri-va ti studj de’pittori e degli sculturie nelle pubbliche accademie per usode’ giovani artisti.
HCERTA (Gaspare T)elb) , na-cque nella provincia di Cueuca nel1645. Andò a Valenza per impa-rare la pittura, e sebbene avesse unagrandissima inclinazione e sommitalenti per riuscire eccellente pittore,ebbe la sventura di frequentare unaScuola di meno che mediocre pit-tore, e non potq sollevarsi al diso-pra della mediocrità. Ad ogni modoi suoi talenti supplirono in parte aldifetto cf istruzione, ed avendo spo-sata la figliuola del defunto suomaestro, diede miglior forma ai dilui quadri, ed altri nuovi facendone,formò una ragguardevole sostanza,che in mancanza di figliuoli legòa favore dei poveri. Mori nel 1714,
Il li ET (N) pittore del re di Tran-cia, nacque in Parigi del 1745 ; sidistinse per alcuni quadri storici especialmente per diversi somiglian-tissimi ritratti di personaggi inte-ressanti la storia. Intagliò pure variecose all’ acqua forte , dietro i pro-prj disegni.
1IUEVA (Donna Barbara Ma-ma PI), nacque in Madrid nel 1755,e quando nel 1752 furono presen-tati all’Accademia dì S. Fernandoalcuni suoi disegni, le fu per accla-mazione accordalo il titolo di Ac-cademica ; titolo sino a tal epoca"oii concesso che al sesso virile. 1
quadri sono fatti con tanta de-bcatezza, e così finiti, che per conto.* queste due qualità sostengono* COu .fìuuto dei migliori de’ suoiverso il 1780-
UGFoivp (Ignazio) nato in
Laukr 1 Padre l’au»» 1 ™ 3 ’
1 !u qualche- celebrità cou po-
liti 267
chi piccoli quadri , creduti^ degnidi avere luogo nella reale Galleriadi Firenze. Osò pure di provarsiin opere grandi, e fece la tavola deiSS. Raffaele c Felicita, che gli ot-tennero un effimero applauso, per-ciocché la debolezza della maggiorparte de’suoi dipinti fecero dimen-ticare il merito delle altre. Si diceche Ignazio fosse fluissimo cono-scitore delle opere dì ogni pittore,in modo non solamente di distin-guere quelle dei capi-scuola , maancora la mano degli allievi dellamedesima scuola: Morì di 75 anni.Maggior nome si acquistò merita-mente il di lui fratello
-(Enrico, P. f.) abate vailom-
brosaoo,ilqualepromosseediede per-fezione ai lavori di scagliola a segnodi farne somiglianti ritratti a coloried a chiaro-scuro dì una tale con-sistenza da sfidare quasi il marmoed altre durevoli materie. Mori quasiottuagenario nel 1771.
HUGOISE di Montier-en-Der ,pittore e scultore del decimo secolonacque verosimilmente ne’contorui"di Brienne dal 900 al 970. Postofino dall’ infanzia nell' abbazia diMontier-cn-Der, ebbe 1’ educazioneelle in allora costumavasi di darene’conventi ; ma egli, non sapreidire come, vi apprese alcune prati-che del dipingere e dello scolpire.Fuggito dal mouistero , visse uuavita alquanto dissoluta a Chalon surManìe, dove divulgatasi la notiziadi essere pittore, fu da quel vescovoincaricalo di rinno.vare le pitturedella cattedrale , ormai cancellatedal tempo , permettendogli 6* vi-vere in libertà. Lo scrittore latinoda cui sono tratte queste notizietrovasi in Dachery eMabillon : AclaSant. Ord. S. Benedicli. T. li, pag.856. Il vocabolo obnubilata , par-lando delle pittore oscurate e quasiperdute , ci fa supporre che nonfossero alfincausto, ma a fresco. Adogni modo ceco un pittore franceseche operava nel decimò secolo, in