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Tomo secondo.
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scimi sotto il titolo; Des Contesses

de van-Dyck.

Carlo i re d’ Inghilterra a ca-vallo, da Van-Dycìt.

Oliviero Crornvvcll col suo pag-gio, da Waiker

Sir Samuel Moreland . da Lely.

Giovanni Dalleo , da Vaillant

De la Food, da Gascard

Soggetti Storici.

S. Michele vincitore di Lucifero,da Raffaello.

Adorazione dei Pastori, dal Pous-sin

Sacra Famiglia , nella quale ve-desi il Bambino in alto di acca-rezzare S. Giuseppe , da Fil. deChampagne.

LOMBARDELLI. V. Marca della

LOMBARDI ( Alfonso ) nacquein Ferrara nel 1487. Fu uno deigrandi scultori dell’età sua, ed amicodi Tiziano Vecchio, che gli accon-sentì di ritrarre Carlo V, alla di cuipresenza fu ammesso come creatodel pittore Cadorino. V . VecellìoTiziano. Quel monarca ammirò ilpiccolo ritratto fatto di stucco, eglicommise di eseguirlo in marmo.Questo ed i busti dei principi An-drea Doria , Alfonso duca di Fer-rara, Clemente VII,il cardinale Ip-polito de’ Medici, Bembo, Ariosto,Alberto Lollio, ed altri illustri per-sonaggi, lo resero per avventura piùcelebre che non le opere pubbliche,sebbene di maggiore importanza, ese-guile in Bologna, Roma , Firenze ,Ferrara , ec. 'J'rovavasi ai servigjdel card. Ippolito de’Medici allorchéquesti mori di veleno, mentre reca-vasi a Napoli presso Carlo Y peraccusare suo cugino Alessandro deiMedici. Il Lombardi tornò a Bolo-gna, dove contrasse incurabile scab-

, > che lo portò al sepolcro , inetà di 49 ann ; ; dopo lunga infer-mila , durante la quale altamentea o'iavasi dell’avversa sorte, che ave-

va o 1 *°bo uno splendido mecenate,Oiz. degli Arch. ecc. T. II.

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da cui poteva sperare ogni bene.Inclinato com’egli era alia vanità ,alla galanteria ed agli amori, ebbespiacevoli incontri, che più volte ilposero in pericolo delia vita. Magli errori del suo licenzioso viverenon debbono confondersi colle suevirtù, nè scemare il inerito dell’ec-cellenza che si ravvisa nelle suebellissime opere di terra, di stucchi,di cera, cui più che a tutt’altro erainciiuato, come al ritrarre e scolpirein marmo; ma principalmente gli sideve gratitudine per essere stato ilprimo ad introdurre la buona ma-niera di fare i ritratti al naturalein forma di medaglia.

LOMBARDI (Giovan Domenico),lucchese, detto l’Omino, nacque nel1682, e fa uno de’migliori maestridell’età sua. Fu prima allievo delPauliui, ma migliorò la sua manierastudiando i grandi Veneziani e Bo-lognesi. Perciò dipingendo i duequadri laterali nel coro degli Oli-vetani di Lucca , si fece conosceredisegnatore castigato c grandioso,vago e morbido coloritore. Altreopere di eguale merito fece a SanBomano ed altrove; ma in appresso,forse mal consigliato dall’ aviditàdel guadagno , prese a strapazzarela professione, facendo opere ad ogniprezzo. Morì in patria nel 1752.

LOMBARDO (Pietro) veneziano,nato avanti la metà del quindicesimosecolo, fu valente architetto e scul-tore, e capo di una illustre famigliadi artisti. INel 1482 scolpì in Ra-venna per commissione di BernardoBembo, in allora podestà di quellaprovincia , il sepolcro di Dante Ali-ghieri in forma di cappella, pressola chiesa di S. Francesco. Architettòin Venezia là grandiosa chiesa diS. Giovanni e Paolo di forma qua-drilunga , con cappella elevata nelfondo , cui si sale per una scala disedici gradini , ornata di balaustri;ed internamente tutta ricca di marmie di sculture. L’esterno ha due or-dini , corintio il primo, 1’ altro jo-43