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Tomo secondo.
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con poco svantaggio il confrontodello Zuccarelli. Molti suoi bellis-simi quadretti vedevansi nella gal-leria arcivescovile di Milano , daimeno intelligenti attribuiti allo Zuc-carelli. Arricchiva i paesi di buonearchitetture e di figurine elegante-mente disegnate, e d’ordinario rap-presentanti qualche fatto storico.Fu ingegnoso ne’ partiti , e diedetale disposizione alle masse degliscuri e dei lumi, che i suoi coloriacquistano delicatezza. Composepure quadretti di bambocciate spnzapaese, in sul gusto fiammingo, madi stile italiano, alcuni de’qualihanno un sapore ed una grazia cheincanta. Non è nota 1’ epoca dellasua morte.

LUCCHESE ( Michele ) , inta-gliatore e mercante di stampe, natoa Roma nel 1659, si stabilì in pa-tria , dove intagliò molte stampe ,fra le quali

Maria Vergine ed altri Santi, daGiulio Romano.

Una Madonna ed alcuni grotte-schi, da Rallaclio.

Diverse cose da Michelangelo , etutte meno che mediocri.

LUCCIIESINO ( Pietro Testadetto il ) , nacque in Lucca nel"1617, e passò giovanetto a Romagià ammaestrato ne’ principj del-l’arte. Frequentò colà diverse scuole,e per ultimo quella di Pietro daCortoua. Ma perchè apprezzava piùdi ogni altro pittore vivente il Do-inenichino, lasciò conoscere questasua parzialità al Cortona, che vo-leva essere a tutti superiore , ondefu scacciato dalla sua scuola. Adogni modo nelle opere del Testa sipalesano alcuni tratti proprj dellascuola del Berettini, sebbene vi siscorga piq a p er i a l’imitazione del Do-menichino e del Poussin suo strettoamico, avendo ne’ suoi quadri in-tr0 |, otto .P aes i con bellissimi sludjdell antico , ed eleganti e preziosefigurine. II solo quadro che di luivedasi iu Roma , è quello rappre-

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sentante la Morte del B. Angelo, aS. Martino ai Monti; ma varj pos-sono vedersene nelle pubbliche eprivate gallerie. Delle non pocheopere fatte in Lucca ricorderò sol-tanto la figura simbolica della Li-bertà dipinta nel palazzo pubblicodi Lucca. Fu il Testa uno de’buonipittori del sua tempo, ma creden-dosi ancora migliore che non era ,fu solenne sprezzatole degli altri ;onde abbandonato da tutti , visseinfelicissimo e poco adoperato, fin-ché, fosse disperazione o disgrazia,cadde nel Tevere e si annegò in etàdi 53 anni.

LUCCHETTO. V.- Cambiasi.

LUCENA (Don Giacomo), natodi nobile famiglia dell’ Andalusia,imparò I’ arte sotto Velasquez deSilva, e gli andò assai vicino neiritratti che seppe fare somigliantis-simi. Assai celebre fu quello delpoeta Atanasio Pantaleone, il qualelo ricompensò con un elegante so-netto. Lticena morì assai giovane aMadrid nel 165Ó.

LUCIANI ( Antonio ) pittoreed intagliatore alla punta ed a bu-lino , ma più conosciuto come in-tagliatore che come pittore, nacquein Veuezia nel 1700 , e fu scolaroin patria del paesista Giacomo Pic-cini e di Antonio Faldoni. Intagliòdiverse stampe dal Tiepolo, dal Cas-sana, dal Bombelli e da altri , frale quali

11 Ritratto del cardinale SforzaPallaviciui e quello del gesuita Tam-burini.

LUGIEN ( Giovan Battista ) .nato a Parigi nel 1748, apprese ildisegno e 1’ intaglio sotto diversimaestri, e riuscì buono intagliatorealla maniera del lapis. Oltre ungran numero di grosse teste e difigure accademiche de’maestri fran-cesi, pubblicò varie stampe copiateda stampe inglesi.

Soggiungo il catalogo delle mi-gliori sue stampe.

Francesco Saveri Gcminiani ce-