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Tomo secondo.
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Douw e di Terburg. Poco o nullaè noto delle private azioni dellasua vita , ma le eccellenti pitturelasciate in patria ed in diverse cittàdella Fiandra, dell’Olanda e dellaFrancia ci compensano largamentedi tale mancanza. Metzu fu con-temporaneo di Mieris , dipinse glistessi soggetti, ed in motte partiforse lo superò; ma non ottenne lafama del suo illustre emulo. Dili.gente e finito come Mieris., posse-deva miglior gusto di disegno ; lesue figure sono più pieghevoli, piùcalde, più animate; più scelti i sog-getti, nobili , veri. Ebbe un toccolargo e niente stentato , non tor-mentato il colore , ed assai vicinoa quello di Van Dyck. Possedeval’armonia in eccellente grado, e nonaveva bisogno, per dar rilievo allefigure, di opporre un colore ad unaltro. Celebre fu un suo quadrorappresentante una donna vestita dirosso , dietro alla quale , sebbenetrovisi un letto con cortinaggio dellostesso colore, seppe rendere cosidolcemente sensibile la diversità dellastoffa e del colore , da produrre lapiù armonica e soave degradazione,secondo la menoma distanza deglioggetti. Tra le opere di questo il-lustre pittore possedute dalla realegalleria di Parigi sono singolarmentepregiati il Cavaliere che tenendoun bicchiere in mano, s’intrattienecon una giocane signora che staaccordando il liuto, ed il Mercatodi Amsterdam, quadro ricchissimodi figure e di uno straordinario ef-fetto. L’Aja, Amsterdam, Roterdam,Dusseldorf ed altre città mostranobellissimi quadri di Metzu, che di’43 anni sopravvissuto alla perico-losa operazione della pietra , vissein Amsterdam fin dopo il 1670.

MEUCCI (Vincenzo), fiorentino,nato nel 1699, fu uno de’più illu-stri allievi di Giuseppe del Sole.Il Meucci si occupò di preferenzain opere macchinose. Dalle moltecose che fece in diverse città della

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Toscana , e nominatamente nellacupola della Basilica di S. Lorenzodi Firenze , apparisce uno de’ mi-gliori frescanti dell’età sua, e forsenon uguagliato che dal suo condi-scepolo Gio. Domenico Ferretti. 11Meucci morì iu patria nel 1766.

MEULEN ( Anton Francesco ),nacque in Brusselies da ricchi p a .renò nel 1634, e studiò l’arte sottoPietro Suayers, celebre pittore dibattaglie. Era per lo meno egualeal maestro quando ne abbandonòla scuola, ed alcuni suoi quadridella prima gioventù lo fecero co-noscere al ministro Colbert, che apersuasione di Le Brun, lo invitòcon oneste condizioni al serviziodel suo monarca. Giugneva VanderMeulen alla corte di Lodovico XIVall’epoca, in cui cominciavano i suoirapidissimi trionfi. In quelle glo-riose campagne lo seguì il suo pit-tore, che appena aveva il tempo didisegnare colla più grande esattezzagli accampamenti, le battaglie , gliassedj , ec. Dietro questi studj di-pinse poi i ventinove quadri cheornavano il palazzo di Marlì, dallapresa di Lussemburgo sino all’ in.gresso della regina in Arras. Dipinsepure a fresco, sulle pareti dello sca-lone di’Versailles, le conquiste diValenciennes, Cambray, e SaintOmer, e la battaglia di Mont-Cas-sel. Vander Meulen fu un eccel-lente imitatore della natura. Aveval’arte di distribuire con tanta in-telligenza i lumi , in opposizionealle masse degli scuri , che ne ri-sultavano i più maravigliosi effetti.Morì in Parigi ricco ed onorato del1690. Sette de’ quadri di Marlycouservansi tuttavia nella reale Gal-leria di Parigi.

MEURS (C. Stuber van ) inta-gliò in Amsterdam una raccolta dirami tratti dalle opere di MierisVander-Werfi', ed altri.

MEYER ( Dieterico ) nacque aZurigo nel 1571, e fu unode’buonipittori di storia e di ritratti, che