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lavori (li grande importanza. Iì)>.bero negli andati tempi straordi-naria celebrità otto suoi gigante-schi quadri alti trenta palmi edaltrettanto larghi, fatti per la chiesadi San Francesco. Fu castigato di-segnatore e lodevole coloritore, onde,trovandosi ricco, dispose, avanti dimorire, d’una ragguardevole sommaa- favore dei poveri e di alcunechiese, che gli avevano affidati varjlavori.
MICIER (Paolo), nato in sul de-clinare del sedicesimo secolo , ap-prese in gioventù, non è ben notosotto quale maestro, i principj dellapittura, ed esercitò alcuni auni que-st’arte , liriche fu chiamato ad oc-cupare la carica di giudice dell'U-dienza in Saragozza. Costretto a ri-nunciare alla professione di pittore,la esercitò per intrattenimento inquadri di piccole dimensioni. Trale grandi opere eseguite in gioventù,venne assai lodato il quadro fattoper l’oratorio del conte di S. Cle-mente. Morì Paolo in Saragozzal’anno 1659.
M1CONÈ (Niccolo) chiamatolo Zoppo di Genova , nacque inquesta città del 1650, e fu uno deibuoni imitatori del paesista Tavella.In Genova ed altrove conservansiin diverse pubbliche e privale qua-drerie pregevoli quadri di que-st’ artefice, che morì in patria nel1730-
MIDDIMAN (Samueli.e) nacquein Inghilterra circa il 1740, e fio-riva in Londra nel 1780. Nel 1784pubblicava una Raccolta di piccolevedute della Gran Brettagna , di-pinte o disegnate da Barret e daaltri artisti tutti inglesi , la qualegli fece molto onore. Intagliò altrestampe separate alla punta , a bu-lino ed a granito , tra le quali leseguenti ;
Paesaggio rappresentante il Mat-tino.
Ferdinando e Miranda, Scena diShakespeare.
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Orlando ed Oliviero, suo accom-pagnamento.
Altre scene dello stesso autore,ed una con superbo paesaggio.
MIEL (Giovanni) nacque in unborgo di Anversa nel 1599, ed ap-presegli elementi della pittura da’Se-ghers. Seguendo la costumanza deisuoi compatriotti, recavasi a Roma,dove frequentò la scuola di AndreaSacchi, studiando in pari tempo leopere de’ grandi pittori d’ Italia.Pure, ch’il crederebbe? finì coll’a-dottare lo Stile fiammingo I Nonpertanto egli acquistò tanta fama ,che Carlo Emauuelle, duca di Sa-voja, lo invitò a Torino per dipin-gere la vasta Galleria della sua villa,chiamata la Veneria. Cinque annicolà si trattenne al servigio di quelgeneroso principe. La moltiplicìtàdegli argomenti mitologici e le caccieeh’ egli vi rappresentò, gli procac-ciarono la considerazione della corte;ed il duca gli diede una luminosatestimonianza della sua stima nelladecorazione della Croce di S. Mau-rizio, arricchita di brillanti di granprezzo. Ma ciò non potè fargli su-perare la noja cagionatogli da cosilunga dimora in Torino, e dal de-siderio di rivedere Roma. Avendoinutilmente tentate tutte le vie perottenere ìa grazia del congedo , ecrescendo ogni dì più la sua mo-rale indisposizione; all’ultimo caddegravemente infermo, e morì nel1634 , quando aveva appena com-piti i 55 anni. Intagliò all’ acqua-fòrte diverse stampe di sua com-posizione, nelle quali introdusse fi-gure d’ uomini e di animali dise-gnate ed eseguite con spirito e li-bertà.
Soggiungo r indice di alcunestampe.
L’ Assunzione di Maria Yer-gine.
La Sacra Famiglia.
Quattro soggetti campestri.
Tre soggetti di battaglie che ser-