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Tomo terzo.
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pensieri. Per tal line non ha sem-pre adoperalo tutta l’atteuzione cherichiedesi in un pittore di Storia, ri-spetto alla proporzione delle ligure,che non di rado restano alquantogode. Tale difetto viene ad usuracompensato dalla facilità del pen-nello, e dalla magistrale franchezzache si osserva in tutte le opere. Siesercitò ancora nell’intaglio all’a-cquafòrte, sopra soggetti di sua in-venzione e di altri maestri.

MOSCA (N). Di questo suppostoscolaro di Raffaello esiste un quadroveramente raffaellesco nell’ accade-mia di Mantova : ma se la rasso-miglianza dello stile fosse sufficienteprova, quanti vissero in diverse etàe non furono che imitatori, dovreb-bero dirsi allievi de’sommi mae-stri ? E questo Mosca , fu egli ita-liano o straniero? in quale epocavisse? Tutto ciò è finora incerto.

MOSCATELLO ( Carlo ) na-politano, nato nel 1655, fu adope-rato da Luca Giordano nelle qua-drature e prospettive che dovevanoservire di fondo alle sue storie afresco, e particolarmente ai Gero-limini e nel tesoro della Certosa.

MOSNIER ( Giovanni ) nato aBles nel 1600 apprese da suo padre,mediocre pittore, l’arte di dipingeresul vetro. Di diciassett’anni passavaai servigi della regina di Francia,Maria de’Medici, la quale vedendola straordinaria disposizione del gio-vinetto per la pittura, lo mandavaa Firenze, affinchè acquistasse mi-glior fondamento di diseguo. Setteanni studiò in Firenze ed in Romasotto i più rinomati maestri, o co-piando i capi-lavoro dell’arte. Di ri-torno a Parigi, non si trovando incorte avvantaggiato come sperava ,ritirossi indispettito alla città patria;ed in questa ed in altre città ebbeimportanti commissioni. La sua piucelebre opera vedesi in una sala diChivernì, uè’ di cui fregi dipinsecon grande spirito le storie di donChisciotte della Mancia. Morì in

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patria in età di 57 anni, lasciandoammaestrato ne’ priucipj dell’ arteil figliuolo

MOSNER(Pietro) il quale,reca-tosi dopo la morte del padre a Pa-rigi, vi fu molto adoperato, sebbenenon giuguesse all’eccellenza paterna.Nominato professore di quell’acca-demia di pittura, morì pochi armidopo in matura vecchiaja.

MOSTRAERT ( Francesco edEgidio ) fratelli gemelli, nacqueroin Hulst , presso Anversa circa il1520. Furono ammaestrati negli ele-menti della pittura dal padre, menoche mediocre pittore, il quale ve-dendo i progressi che facevano gran-dissimi, mandò Francesco alla scuoladel Maudin ed Egidio a quella diEnrico da Bles, onde riuscirono am-bidue valenti maestri; Francesco nelpaesaggio, Egidio nelle figure grandiun quarto del naturale. D’ordinariolavorarono insieme, facendo uno ilpaesaggio, l’altro le figure; e questesono le migliori loro produzioni.Egidio compose separatamente di-versi quadri di storia, due dei qualiassai belli vedevansi in Middel-bourg, rappresentanti il Redentoreche porla la croce e S. Pietro incarcere liberato dall’angelo. Accu-sato da uno spagnuolo all’ Inqui-sizione di essere libertino ed em-pio, prevenne l’accusa, cuoprendole nudità di un quadro, cui appog-giavasì il delatore; ma d’allora inpoi più non depose f odio conce-pito contro il governo spagnuolo.f due fratelli furono nel 1555 no-minati membri dell’ accademia diPittura di Anversa. Francesco morìpoco dopo nel fiore della virilità ,Egidio vecchissimo nel 1601.

MOTEZ.UMA (don Pietrocon-TE DI Tuba ) sebbene Semplice di-lettante, si avanzò in modo nellapittura di genere, che pochi pittoridi fruita e fiori possono sostenerneil paragone; onde i suoi quadri cu-stodiscousi nelle pubbliche e privategallerie della Spagna come capi la-