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Bernini in S. Pietro di Roma, madisposte sopra un piano circolare.Muette diede in appresso la piantadel gran castello di Luines , e diquelli dell’Aquila e di Beauvilliers.Compose uu trattalo d’ Architet-tura , e tradusse i trattati intornoai cinque ordini di Vignola e diPalladio , aggiugnendo all’ uno edall altro le proprie invenzioni edichiarazioni critiche. Morì in Pa-rigi nel 1669.
MUGNOZ ( Sebastiano ), natoin Naval Cacnero nel 1654, apprese1’ arte della pittura sotto ClaudioCoello. Era di già maestro quandos’ invogliò di veder Roma in un’e-poca , nella quale alla correzionedel disegno ed alla grandiosa no-biltà de’sommi maestri prefei'ivasiJa vivacità di un falso colorito, edil fracasso della composizione. Ebbeper altro la fortuna di essere am-messo nella scuola di Carlo Ma-ratta, eh’ era la meno scorretta , etornò in Spagna nel 1684. Passandoper Saragozza trovò colà il primomaestro Coello, e lo ajutò ne’ fre-schi di Mauteria e della chiesa diS. Tommaso di Villauuova. Giuntoposcia a Madrid in compagnia delmaestro, gli fu dato a dipingere inpalazzo il gabinetto della regina ,poscia la galleria dei Cervi, ed inpari tempo ritrasse la regina e di-versi principali personaggi, onde funel 1688 nominato pittore del re.Altre importanti opere condusse perla Corte e per alcune chiese di Ma-drid tino al lunedì della settimanaSanta del 1690, quando, salito so-pra un ponte eretto nella chiesa diAtocha per ritoccare le belle pit-ture della volta fatte dal giovaneIlenera, cadde inavvedutamente emori all’ istante. Non può negarsiche la sua maniera non abbia con-tribuito al decadimento del buongusto nella scuola spagnuola , mafu piuttosto colpa de’tempi che sua;perocché, se fosse vissuto un secoloprima, la Spagna avrebbe avuto iu
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Mugnoz uu imitatore del Barocci edello Zuccari, e non del Maratta.
- ( N ) fece in sul declinare
del diciassettesimo secolo i quadridella Vita di S, Pietro Nolasco peril convento della Mercede di Lorcae varj quadri dei fatti di S. Fran-cesco pel convento de’Francescanidi Cartagena : tutte opere non su-periori alla mediocrità, meglio co-lorite che disegnate.
. ( Evartsto) nacque in Va-
lenza nel 1671 e studiò in patriala pittura sotto il Couchillas; masebbene acquistasse buòn nome perabbondanza d’invenzione e facilitàd’ esecuzione , non conobbe giam-mai nè castigatezza di disegno, nènobiltà di forme. Morì in patria nel1737. ^
- ( Don Girolamo ) cavai.
di S. Giacomo , dipingeva in Ma-drid nel 1630 con molta lode , sepossiamo dar fede al Palomino edal Paclieco; ma non è nota veruna"opera certa che renda adesso te-stimonianza della sua virtù.
MOIETTA, o MOIETTA (Vin-cenzo ) da Caravaggio dipingeva inMilano negli ultimi anni del sedi-cesimo secolo e ne’ primi del sus-seguente, contemporaneo ed emulodei Foppa, dei Montarfaui, dei But-tinoni, degli Zenali, degli Scotti e ditant’altri illustri Lombardi.che ono-ravano la capitale dell’ Insubriaquando Leonardo da Vinci fu chia-mato alla corte di Lodovico il Moro.Sebbene non avesse totalmente ab.bandonato 1’ antico stile , la suamaniera annunziava vicinissima 1 ec-cellenza dell’ arte con mosse piùpronte, con ignudi imitati dal vero,con meno simmetrica disposizionedelle figure, non prive di rilievo,di affètto e di espressione.
MUJETTE (N. ) uno degl’inta-gliatori francesi, che incisero al-l’acquafòrte i rami della Storia Na-turate di M . de Buffon, edizione pa-rigina del 1753.
MUITTE (Pietro Stefano)^-