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Tomo terzo.
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bambino e S. Gi°* Battista si tra-stullano con un agnello.

La Fuga in Egitto.

S. Rocco che risana gli appestati,Venere con gli Amori e le Gra-zie: in mezzo vedonsi dei Tritonied altri animali marini

U Tempo che tarpa le ali adAmore.

PERRIER(Guglielmo) nipote diFrancesco, e suo discepolo, fu pit-tore ed intagliatore di qualche nome,ma d’ ordinario operò come aiutodello Zio. Morì avanti dello Zio ,nel 1655.

PERR1ET ( Ambrogio) scultorefrancese che operava in Parigi dopoil 1550 , fu uno dei valenti mae-stri che scolpirono i bassi rilievied ornameati del mausoleo di Fran-cesco I re di Francia, riguardatoCome il primo capolavoro della scul-tura francese dopo il risorgimentodelle arti. Ebbe a compagni in que-sti pregevoli lavori Giacomo Chau-trel, Sebastiano Galles, Pietro Bi-goigne e Giovanni de Borges, tuttidistinti artisti di quell’ epoca inFrancia.

PERROULT (Claudio) nato inParigi nel 1613 , fu uomo univer-sale, avendo senza sussidio di mae-stro apprese molte scienze total-mente disparate. Fu medico , pit-tore, musico, architetto, ingegnere,fisico, matematico , auatomico ecc.Noi non possiamo parlarne che perconto della pittura e dell’ archi-tettura ; ma per 1’ integrità dellenotizie biografiche; diremo, che daprincipio esercitò la medicina, chepoi abbandonò quando fu ammessonella, reale accademia di beile arti,esercitandola non pertanto per lasua famiglia , per gli amici e peri poveri. Pubblicò in quattro vo-lumi un Essais de Physique , eduna Raccolta di macchine per ele-vare e trasportar pesi. Anatomizzòmolti animali , e mori per avereassistito alla dissezione di un cam-mello putrefatto , che fece amraa-Diz, degli Arch, ecc, t. ih.

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lare tutti gli assistenti. E quasi co-mune opinione aver egli dato lememorie per lo stabilimento del-T accademia di pittura e scultura,come ancora per quella d’architet-tura. Pare ad ogni modo che dopoaver lasciata la professione dellamedicina, occupasse gran parte dellasua vita la sola architettura , pe-rocché in qualsisia epoca della suavita non fece che poche cose dipittura, e di nou molta importanza;onde per questo rispetto troverebbeappena luogo in questo dizionario.

Scorriamo adesso le principaliopere di quell’arte, cui deve la mag-giore celebrità. Tra i diversi disegnifatti per la facciata del Louvre, fuprescelto quello di Claudio, e parvetanto ricco e bello , che si dubitòdi poterlo eseguire. Lo posero inesecuzione Luigi le Vau e da Orbay,ed è quella magnifica facciata versola chiesa di S. Germain che sor-prese il Bernini, il più bel pezzod’ architettura, dice il Milizia, chesiavi tra quanti reali palazzi sonoin Europa. I critici dell’arte vi tro-varono molti difetti, non ostante iquali, tante e tali sono le sue bel-lezze, che la rendono una delle piùnobili fabbriche d’ Europa.

Architettò T Osservatorio di Pa-rigi e quell’arco trionfale che era infondo al borgo S. Antonio , il piùbello che si conosca in Parigi, eforse altrove. Anzi pensano moltiche il gusto, la ricchezza , e lagrandiosità del disegno sorpassinoqualunque arco trionfale, non esclusigli antichi; ma sgraziatamente nonfu eseguito in marmo, nè per l'e-ternità ; ed in fatti più non esiste.

Ad istanza del ministro Colbert,tradusse egregiameute il Vitruvio,ne diseguò assai ben le tavole , ene fece un ottimo compendio percomodo de’ principianti. A que-st’ opera tenne dietro un libro so-pra i cinque ordini di colonne se-condo il metodo degli Antichi. Tra-scinato dal vortice dei novatori d’ar-1 ?