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c principesse, indi a T u e lla J! Na-poli ; , colà dichiarato , con largaprovvisione » P'. Uo f e del r e Carlodi Borbone , vi dimorò fino allamorte, che Io rapì all’ arte di 85arai. Dalle Piane fece pure alcune«pere di storia, e tavole d’altare ,alcuue delle quali conservansi indiverse chiese di Piacenza.
PIASTRINI (Giovan Domenico)pistojese, frequentò la scuola delLuti, ed in Roma seppe senza sca-pito sostenere il confronto de’ mi-gliori maratteschi. Dipinse in Fi-renze nell’atrio della Madonna del-I’ Umiltà quattro storie allusive altitolo del tempio , le quali, avutoriguardo ai tempi, possono dirsiassai belle.
PIATIGLI ( Gaetano ), fioren-tino, nato nel 1703, fu scolaro inLivorno di Francesco Riviera. Ebbegrandissima fama come ritrattistain Italia e fuori; ma il proprio ri-tratto mandato alla reale Galleriadi Firenze non è tale da dare unatroppo vantaggiosa idea delle virtùdel Piattoli. Morì in Firenze circail 1770.
PIAZZA (P. Cosimo) nacque inCastelfranco nel 1557 , e chiama-vasi al secolo Paolo. Fu scolarodel vecchio Palma, ma non tantostretto imitatore del suo stile , danon procurare al proprio qualcheoriginalità, formandone uno piùaperto e dilettevole, sebbene menovigoroso. Ad ogni modo piacqueassai a papa Paolo V, all’ impera-tore Rodolfo li ed al doge Priuli,
* quali lo adoperarono in varj la-vori nelle rispettive capitali. InRoma dipingeva, nel palazzo Bor-ghese, bizzarri fregi in diverse ca-mere, e nella maggior sala alcunestorie di Cleopatra; ma forse lamiglior opera che lasciasse in Romaè un Deposto di Croce presso iConservatori, in Campidoglio. MorìCappuccino nel 1621. Recandosi aRoma aveva seco condotto per ajutoun suo nipoti; fraterno , chiamato
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1 ' ( Andrea ) i! quale t am-maestrato da lui, dopo nver<di ser-vito d’ajuto alcuni anni , f u chia-mato ai servigi del duca ih Lo-rena , dal quale venne per la suavirtù generosamente pagato e fattocavaliere. Di ritorno io patria di-pinse a S. Maria lo stupendo quadrodelie Nozze di Cana, riguardatocome il miglior quadro di quellaillustre borgata, che produsse, oltrei Piazza, i Barbarelli, i Dammi edaltri illustri artisti. Morì in pa-tria circa il 1670 presso che ottua-genario.
- ( Calisto ) V. Lodi Ca-listo da
PIAZZETTA ( Giovanni F>at-tista ), nato in Venezia nel 1683,apprese probabilmente il disegno dasuo padre, mediocre statuario , edil colorito da non so quale mae-stro veneto , che gl’ insegnò il di-pingere aperto , secondo la praticadi Tiziano e de’ principali veneti ;e tali furono i primi quadri pub-blicati dal Piazzetta. Ma essen-dosi recato a Bologna , e vedutoil fare del Crespi e le sorprendentiopere del Guerrino, s’ingegnò sulleloro tracce di sorprendere col fortecoutrapposlo dei lumi e delle om-bre. Accostumatosi da fanciullo adisegnare statue di legno , o mo-delli di cera, e ad osservare atten-tamente gli effetti del lume, giunsea segnare con molta intelligenzae precisione tutte le parti com-prese nella macchia , onde i suoidisegni venivano avidamenti ricer-cati, e volontieri intagliati. Il Pit-tori, il Rartolozzi , il Pelli, ec. in-cisero disegni e pitture del Piaz-zetta, sebbene le ultime, per il cat-tivo metodo del colorire, più nouabbiano il pregio dei disegni. I suoiquadri lamio qualche impressioneal primo aspetto, ma in appressodisgustano pel soverchio uso delcolorire manierato, e per certa sprez-zatura di pennello, che nulla fi-nisce. Ma il Piazzetta disegnò e di-