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Tomo terzo.
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Due stampe relative alla vita diS. Diego, da Aunibale Caracci.

Sauto elle cangia i fiori in pane.

Santo che impone le mani sopraun bambino.

POELEMBURG (Cornelio) natoin Dtrecht nel 1586, apprese i prin-cipj della pittura sotto Bloemaert,indi, passato a Roma, fecesi a stu-diare le opere di Raffaello; ma pen-sano alcuni biografi che poca curasi prendesse della più importanteparte, il disegno. Dipingeva in Romaalcuni quadri per distinti personaggi,che gli diedero nome tra i buoni pit-tori. Passava poscia nella Toscana,e lungamentefu trattenuto alla cortedel gran duca. All’ultimo rivedevala patria per non più abbandonarla.1 quadri di piccole dimensioni nontardarono a procacciargli molto cre-dito, onde Rubens, desiderando diconoscerlo, recossi alla casa di luiin Utrecht, ed acquistò alcuni qua-dretti per ornamento del suo stu-dio. Ecco il migliore elogio di Poe-lemburg, il quale chiamato da Car-lo 1 in Inghilterra, avrebbe potuto,come van-Dych, rimanervi in altostato, se non avesse agli onori edalle ricchezze preferita la tranquil-lità della patria, ove morì nel 1660.Se, come imitò le altre parti, avessesaputo imitare ancora il disegno efa nobiltà raffaellesca, Poelemburgsederebbe a lato dei due più grandipittori fiamminghi. La più famosadelle sue opere grandi è il Prese-pio, che conservasi nella Galleriadel sig. Grenier a Middelbourg.La Galleria reale di Parigi posse-deva sette de’suoi piccoli quadri,elle sono i più stimati , e la realePinacoteca di Milano ne tiene unodipinto sul rame. Le quadreriedell’Olanda e della Germania pos-sono mostrarne molti, perchè po-chi pittori lavorarono quanto Poe-lemburg.

POERSON (Carlo), pittore natoin Lorena dopo il 1600 , si credescolaro di Simoue Vovet, del quale

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fu al certo lnngo tempo ajuto edimitatore. Morì nel 1667. Suo mi-nor fratello o piuttosto figliuolo

— ( Carlo Francesco ) , al-

lievo in Parigi di Coypel , fu no-minato professore della reale Ac-cademia, indi pittore ordinario delre, che per dimostrargli la sua stimalo creò cavaliere. Fu poi mandatoa Roma, ove in principio del 18.°secolo era direttore dell’Accademiafran ccsc»

POGGI, o POGGINI (Domeni-co ), fiorentino, nato circa la metàdel sedicesimo secolo , apprese, se-condo if Vasari, ad intagliar pietredure e couiare medaglie da Gio-vanni dalle Corniole; quando perònon debba ammettersi la probabileopinione essere questi non diversoda Domenico di Polo, siccome figliodi Paolo Poggi o Poggini , di cuisi parlerà nel seguente articolo. Fucostui uno de’ più celebri falsifica-tori del sedicesimo secolo,- conia-tore del duca Cosimo I , ed in ap-presso coniatore di papa Sisto V ,di commissione del quale fece lamedaglia di Canunilla Peiretti suasorella, avente la facciata di S. Lu-cia nel rovescio e l’anno 1590. Fueziandio non ignobile scultore ,avendo fatto in plastica la statuadella Poesia per il catafalco di Mi-chelangelo Bonarroli. « Fu Doine-« nico , scrive Vasari nella vita del« Bonarroti , uomo non solo nella» scultura e nel fare impronte di» monete e medaglie bellissime, ma>• ancora nel fare di bronzo e nella.. poesia parimeuli molto esercita-to ”. E nella vita di Valerio da Vi-cenza soggiugne. Domenico Pog->' gini ha fatto e fa conj per la zecca« con le medaglie del duca Cosimo,» e lavora di marmostalue, imitan->. do in quello che puoi più rari ed» eccellenti uomini elle abbiano mai» fatte cose rare in queste posses-» sioui.» Viveva negli ultimi aunidel sedicesimo secolo.

- ■ — (Paolo ) , fiorentino, era