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varsi a grandi concepimenti e ca-pace di ogni sforzo per gingnere a’piiisublimi gradi dell’arte. E la fortunaparve secondare questo suo gene-roso divisamento, col dargli accessonella scuola di Raffaello Mengs, checoncepì i» breve vantaggiosa opi-nione del nuovo alunno. Ma questi
10 ebbe pochi mesi a maestro; peroc-ché, chiamato Mengs alla reai cortedi Spagna, fu il Quarenghi costrettoa frequentare altre scuole, cd alcunianni fu presso il 'suo coinpatriottoStefano Pozzi. Allora cominciò arisvegliarsi in lui gagliarda passioneper rarchitettura, che preso avevaa studiare come accessoria della pit-tura, ed in breve a questa sola tuttosi abitando. Vedendo che poco pro-fitto ritraeva sotto tre maestri, cherun dopo l’altro per alcuni mesifrequentò, si appigliò al saggio con-siglio di autorevoli persone, c piùnon volle avere a maestro che illibro dell’ architettura di AndreaPalladio; ed il dare, egli scriveva,di calcio ai principi già appresi, el’abbruciare quasi tutti i disegni dame fatti, fu un punto solo. Noti tardò
11 nostro Quarenghi ad aver nometra i più valenti architetti, e Ca-terina 11 imperatrice delle Russie lochiamava cori onorate condizionialia corte di Pietroburgo. Partivada Roma colla consorte Maria Maz-zoleni di Bergamo; e con essa giu-gneva alla nuova capitale di quelgrande impero, dove Io aspettavanola stima del popolo, l’amore dei dotti,il fàvole dei monarchi. Non mi per-mettono i confini di un breve articoloil dare notizia di tutti i disegni dipalazzi, chiese, ponti , torri, teatri,sale ed edificj d’ogni maniera, ondeil cav. Quarenghi ornò la Russia; emi limiterò ad affittare i più cospicui,quali sono il teatro dell’ Eremitag-gio sulla forma degli antichi, il pa-lazzo del principe Bisbarobko, lascala dell’imperiale palazzo di Mo-sca , il padiglione nel giardino in-glese di Pelcrofl, la sala di musica
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a Czarcosclo, la cappella dell’ordinedi Malta, il bagno a Czarcoselo adimitazione delle antiche Naumachie,la banca pubblica e la borsa de’mer-cauti; la cavallerizza delle guardieimperiali ec. A questi edifìcj aggio-rneremo quelli eretti sui disegni dilui fuori del territorio russo, qualisono; la sala mangiare eseguita inVienna per Maria Beatrice d’ Estearciduchessa d’Austria, la cavalle-rizza reale in Monaco, ec. Di moltiedifìzj eretti sopra i suoi disegni ,pubblicò egli stesso la descrizionein idioma francese e ne intagliò lepiante, le alzale e gli spaccali conuna precisione degna d’essere imi-tata da quanti professano così no-bil’arte, e molti disegni popolò dibellissime figurine. Ebbe il confortodi rivedere due volte I’ Italia , e1’ ultima volta ebbe il piacere diconoscere e di ammirare nel mar-chese Luigi Cagnola un illustreprofessore dell’arte sua. Tornalo aPietroburgo da quest’ ultimo viag-gio, continuò a godere il favore del-l’imperatore Alessandro e ad abbel-lire di altri edifìzj i suoi vasti do-rninj lino al 1817, ultimo della glo-riosa sua carriera. Le sue descrizionie disegni delle fabbriche, furono involgar liugua tradotte e nuovamenteintagliati in Milano per cura delcavai. Giulio suo figlio e pubblicatipresso Paolo Antonio Tosi in unvolume in foglio Tanno 1821.
QUEST (Pietro!, compatriotto econtemporaneo di Nolpe , nacquenel 1602 e fu uno de’ non sprege-voli intagliatori in legno, e sarebbeteuuto eziandio in maggior pregiose avesse maneggiala la punta conminore precipizio, onde non abbi-sognare poi del sussidio del bulinoche sapeva trattare con molla de-strezza. Ma più d’ogni altra cosa f*torlo alle sue stampe la poca cor-rezione del disegno. La maggiorparte delle sue incisioni rappresen-tano gruppi di contadini, botteghedi barbieri c simili, e sono quasi