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nel gusto del colorire , e nella va-ghezza de’ volti forse li superò. Achi osserva le opere del Bagnaca-vallo balza subito agli occhi Fimi-tazione raffaellesca ; che anzi qua-lunque volta gli accadde di colo-rire soggetti trattati dal maestro, siridusse ad essere copista , o pocopiù, dicendo essere pazza presun-zione il volere far meglio : ma inquesto lascio altrui il giudicare sepiù debba lodarsi il rispetto versoil maestro, o condannarsi la niunacura del proprio onore. Ed in fattifu per ciò risguardato dal Yasaripiuttosto come buon pratico chequale buon maestro; ma il biografoaretino avrebbe dato assai diversogiudizio se avesse veduti o meglioesaminati i quadri del Bagnacaval-lo' a S. Michele in Bosco, a S. Mar-tino e a S. Maria Maggiore , chetanto furono, non solamente ammi-rati, ma con sommo studio copiatidai Caiacci,dal Guido, dall’Albauo.Morì il Ramenghi, secondo la piùcomune opinione, nel 1551, lascian-do ammaestrato nell’arte il figlioRAMENGHI(GiovanniBattista)che fu ajuto di Giorgio Yasari nelleopere della Cancelleria in Roma, edel Primaticcio a Fontainebleau ed inaltre opere eseguite per il re di Fran-cia e per altri grandi personaggi.Prima di abbandonare Bologna ave-va eseguite alcune pitture di sua in-venzione , che lo mostrano lontanoassai dall’ eccellenza paterna. Morìnel 1601.
■— (Fartolommeo il giovinee Scipione), cugino il primo, l’altrofigliuolo di Giovan Battista; ne’primianni del diciassettesimo secolo ope-ravano con lode di ornati e di archi-tetture. Probabilmente figliuolo delgiovane Bartolommeo fu un secondo—- ( Giovan Battista ), delquale si trovano memorie ne’mano-scritti dell’Orelti, che lo dimostranonon ispregevole pittore, senza peral-tro che si possa al presente adit-tare veruna sua opera certa.
P.A
RAM1REZ. (Cristoforo) opera-va in Siviglia nel 1660, contempo-raneo e probabilmente fratello o con-giunto di Girolamo, Filippo e Pie-tro tutti pittori, di cui si darà noti-zia ne’ relativi articoli. Era Crislo-foro dotto inventore e castigato di-segnatore, per non parlare del co-lorito, la parte comunemente megliotrattata dagli artisti spagnuoli. Èperciò meritamente in gran pregiotenuto il suo quadro dell’Assunta,che conservasi nel convento degliAngeli in Siviglia, e molti disegniche lasciò morendo a quella acca-demia.
— (Girolamo) allievo di Roe-las , dipinse per lo Spedale dellaSangra , fuori delle mura di Sivi-glia, un vasto quadro rappresentanteil papa circondato da diversi cardi-nali e da altri personaggi ; quadrostimato assai per vivacità di colo-rito e per un certo nobile ardire ,che tiene luogo di grandioso. Ye-desi pure largamente disegnato, manon affatto correttamente , e senzastento composto.
- (Filippo) acquisissi gran
nome co’ suoi quadri di cacciagio-ni, di uccelli, di bambocciate. Ebbeun disegnar largo e castigato; e co-lorì con singolare franchezza. Vienpure a ragione lodato per la per-fetta cognizione che aveva del nudo,nella quale importantissima partedell’ arte erano d’ ordinario pocoversali i pittori spagnuoli suoi con-temporanei. Le quadrerie di Ma-drid e di Siviglia possedono diversesue opere, tenute in gran pregio.
— (Pietro) ultimo de’fratellio cugini, non appartiene alla storiapittorica che per avere nel 1610contribuito all’ erezione dell’ acca-demia di Siviglia.
— ( Giovanni ), più antico diun secolo dei precedenti, operavanel 1536 e 1537 nella cattedrale diSiviglia, onde trovasi ne’registri diquella chiesa, che gli furono pagati18,000 maravedis una velia, llrl