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fisso fra sei Santi , alla Pieve diLusignano, ed il S. Pietro Martirenella chiesa de’ Domenicani. Non ènota 1’ epoca della sua morte. Fusuo figliuolo ed allievo
. (Ventura), detto il cavai.Bevilacqua, nacque in Siena nell 557,e fu dal padre ammaestrato ne’prin-cipj della pittura. Recavasi poi inLombardia, e studiando le cose delCorreggio e di altri, formossi quellostile, che di que’ tempi cominciavaa piacere anche in Toscana. Andòa Roma sotto il papato di Sisto V,e colà fece molte lodate opere, trale quali, iu una cappella del Gesù,rappresentò A bramo che adora gliAngeli. Tornato in patria, lavoròdiverse cose in compagnia del Van-ni, ed altre da sè, nelle quali ulti-me tenne uno stile espressivo e cosìmorbido e sfumato , che di pococede a quello del Vanni. In Fi-renze, in Pisa, in Foligno, in Luc-ca, in Pavia ed altrove lasciò purepregevoli pitture, ma superò sè stes-so in Genova, specialmente in unacamera di casa Adorno. Quest’ ar-tista, che appena uscito di fanciul-lezza, abbandonò la patria per va-ghezza di vedere altri paesi , nonismentì in matura età questa incli-nazione ; e come aveva preso dapiù scuole la sua maniera, pare cheabbia ancora voluto lasciare in ogniluogo le testimonianze della sua vir-tù. Mori nel 1613.
SAL1NCORNO ( Mirarello ),
scolaro di Ridolfo di DomenicoGhirlandaio , poco o nulla operòper chiese, molto per private qua-drerie. Presso la famiglia Baldovi-netti di Firenze conservasi una suaNunziata fatta nel 1565, che è forseuna delle sue migliori pitture. Inoccasione dei funerali del Bonar-roti, fu uno dei pittori scelti a di-pingerne il grande catafalco. Moridopo il 1568, ma non sappiamo inquale anno.
SALINI (cavai.. Tommaso), natoin Roma circa il 1570, di pittore
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di storia che prima era, si fece pii'tore di genere , e dipinse fiori iucosì vaga maniera che non gli man-carono in Roma ed altrove seguacied ammiratori. Mori nel 1629.
SAL1S ( Carlo ) nato a Veronanel 1680 , fu in patria scolaro delBalestra, poscia in Bologna di Gio-seffino del Sole. Ad ogni modonelle diverse opere che vedonsi dilui in Verona , Bergamo ed altro-ve, mostrasi più vicino allo stile delBalestra che del secondo maestro.Morì di 83 anni nel 1763.
SALMEGGIA (Enea), bergama-sco, detto il Talpiuo, fu in Cre-mona scolaro dei Campi, iu Mila-no dei Procaccini; indi passò a Ro-ma, ove si dice che studiasse quat-tordici anni continui le opere diRaffaello. Rifatti lo imitò finchevisse nella schiettezza dei contorni,nell’ aria dei volti giovanili , nellamorbidezza del pennello, nell’an-damento delle pieghe , e direi an-cora nella grazia e nell’ espressio-ne; ma non gli si avvicinò di lun g amano nella grandiosità, nell’armo-nia della composizione, nell’ imita-zione dell’ antico , principalissimeparti del carattere raffaellesco. Nèil Salmeggia tenne costantementeuna sola maniera di colorire , es-sendosi talvolta accostato alla fre-schezza e morbidezza della scuolaveneta, e talvolta alla severità dellaromana. Le più famose sue opereconservatisi in Bergamo in più luo-ghi , ed a Milano in S. Vittore,alla Passione e nella reale pinaco-teca. Dna bellissima tavola d’altareteneva carissima l’illustre pittorecavai. Giuseppe Bossi ; la quale fuacquistata ad alto prezzo dal caval-carlo Vassalli. Rappresenta in unagloria la Madonna col Bambino epiù a basso S. Sebastiano, S. Roccoe S. Francesco. Rarissimi sono ades-so i quadri da stanza di questo va-lente maestro, perchè in gran par'le, a motivo della loro eccellenza ,attribuiti a maestri di maggior nome