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dalla Germania, ed iu Genova ebbeil merito di ammaestrare nella pit-tura Cari’ Antonio Tavella. Il Sol-fando non dipingeva che paesi , edal fuoco che v'introduceva, gli fupoi dato tale soprannome. Fiorì neldiciassellesimo secolo.
SOLIMENE (cavai,. Francesco),detto 1 ’Ab. Ciccio, nacque a Nocerade’ Pagani nel 1657, e da uno sco-laro del cavai. Massimo, e dal pa-dre fu ammaestrato ne’principj dellapittura. Andato poi a Napoli , enon gli piacendo verun maestro ,frequentò l’accademia, ove con gio-vanile ardire disegnava ad un tem-po e coloriva il uudo ; onde nonfu scolaro , strettamente parlando ,che dei valentuomini che copiò estudiò indefessamente. Ad ogni mo-do nelle prime sue opere vedesi se-guace del Cortona , poi del preteCalabrese, onde fu poi detto il cav.Calabrese ringentilito, perchè davaai volti maggior bellezza del Prete.Fu il Solimene pittore universale ,avendo fatto ritratti, storie, paesi,animali, frutta, architetture, e tuttocosì bene , che a qualsivoglia ge-nere si applicasse pareva solo nàtoper quello. « Vissuto, dice il Lanzi,>< 90 anni, e dotato di grande ce-ti lerità di pennello , ha sparse leu sue opere per tutta 1’ Europa ,« quasi al par del Giordano. Di« questo fu emulo ed amico insie-u ine ; meno singolare di lui nel» genio, ma più regolato nell’arte.« Quando il Giordano fu morto ,« ed il Solimene conobbe di tenereii iu Italia il primato.cornio-
li ciò a mettere altissimi prezzi alleu sue pitture, e nondimeno abbondò.1 dì commissioni ». Morì in Na-poli colmo d’ onori e di ricchezzel’anno, 1717. Non accennerò chealcune delle principali sue opere ;in Napoli la sagristia di S. PaoloMaggiore, la cappella di S. Filippoalla chiesa dall’ Oratorio, la galle-ria dalla frniglia Saufelice, i qua-
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nostro Signore nei conventuali diAssisi. Operò mollo aucora per par-ticolari, e le gallerie di Napoli, de-gli Albani e dei Colonna in Romac quella dei Ronaccorsi in Mace-rata hanno insigni opere di questogrand’uomo. Possedeva egli i varjstili che caratterizzano le opere de-gli artisti di prim’ ordine ; ebbetocco fermo, dotto e libero, ed unvigoroso colorito, sebbene non sem-pre vero ; nè seppe preservarsi sem-pre dal manierismo.
SOLIS (Don Francesco) nacquein Madrid l’anno 1629 , e da suopadre che deslinavalo allo stalo ec-clesiastico , fu per passatempo am-maestrato ne’ principj del disegno.Tanto bastò ad aunojarlo d’ ognialtro studio , ed a fargli fare nellapittura cosi rapidi progressi , chedi 18 anni seppe fare di sua in-venzione un bel quadro per il con-vento dì Villarabìa. Filippo IV am-mirò il merito del giovane artista,ed il favore del sovrano gli procuròdai privati utilissime commissioni.Al merito pittorico Solis aggiunsequello di scrittore dell’arte e d’in-tagliatore. Egli aveva scritte le vitede’pittori e degli scultori, ma quan-do mori nel 1684 non si trovòquesto prezioso manoscritto , cheegli destinava alle stampe. UnaConcezione col drago sotto ai piediincontrò talmente T universale ag-gradimento, che per soddisfare allecontinue inchieste di grandi signorifu costretto a farne molte repliche.
SOLIS ( Virgilio ) , nacque inNorimberga nel 1521 , attese daprincipio alla pittura, poi si consa-crò interamente all’ incisione in le-gno ed in rame, onde non è ormaiconosciuto che nella qualità d’inta-gliatore ; nella quale arte fu tal-mente laborioso , che lasciò piti dì8t)0 stampe. La maggior parte sonodi sui co nposizione, altre le trasseda Kilt (elio, da Luca di Leyden cda altri autori. Morì in patria