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> nomi; cioè Turino che fioriva del1500, e Bernardo che fu scolarodell’ Orcagua. Aveva Beruardo di-pinto molte tavole per la cattedraledi Pisa.
VANNI (Caval. Francesco).nato in Siena nel 1565, fu educatone’priucipj della pittura da suopadrigno Arcangelo Salimbeni. Re-cossi poi a Roma per studiare i’an-tico, e le più rinomate pitture deimoderni. Ebbe colà la fortuna diessere diretto da Giovanni de’Vec-chi, il quale diligentemente face-vagli disegnare le cose di Piallaelloe di altri maestri. Tornalo in patriadipinse alcune cose in sul fare delVecchi, che non piacquero, onderisolse di seguire l’esempio del ca-valier Ventura .Salimbeni suo fra-tello materno , e recatosi^ in Lom-bardia lungamente studiò in Parmaed in Bologna. In quelle due cele-bri scuole mutò alquanto la primamaniera, finche vinto dal florido,e castigato stile del Barrocci, inquesto si fermò, e fu forse il piùvicino imitatore dell’ illustre Pesa-rese. Di questa bella maniera è laCaduta di Sinon Mago in S. Pietrodi Roma, lo Sposalizio di S. Cate-r ina nel Refugio, ed il S. Raimondoa S. Domenico di Siena, la Disputadel Sacramento nel duomo diPisa, ec.Conviene però confessare, che seb-bene il Vanni si accosti moltissimoa l Barocci nelle teste fanciullesche,nel colorito ed in alcune altre par-fi, uou Io raggiunse nella grandm-ata del disegno e nella franchezzadel pennello. Oltre di che il Vannidipingendo talvolta per poco prezzo,° c °se di uou molta importanza, siscordò Tornir dell’arte, e fece qua-dri al di sotto del suo merito. Morinel 1609, lasciando ammaestratinell’arte i suoi figli, ai quali perfelice augurio aveva dati due de'piùgloriosi nomi nell’ arte.
. 1 Michelangelo cavai,. )
provvide alla immortalità propria,più che coll’eccellenza della pittura
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coll’ invenzione del colorire i mar-mi. Per eternare la memoria delsuo ritrovato ed onorare il suo amo-roso genitore « gli eresse un monu-« mento sepolcrale cou colonne,a fregi, festoni e putti e con lo« stemma gentilizio, il tutto dise-u guato in un gran pezzo di laslra,< bianca, ma colorita artificiosa-„ mente in ogni parte, come richiede« la natura delle cose, onde pare« che sia un commesso di diversi« marmi. Credesi che dasse i colori>• al marmo con l’estratto di qual-<< che minerale , onde farli profon-damente penetrare. >■ Nell’iscrizioneleggesi : Francisco Vannio... Mi-diati Angelus .... nooae huju.s ino tta pingendi artis inveutor et Ra-phael ... filli parenti nptirno, ec, 1650.
— — - ( Raffaello ) di lungamano miglior pittore del fratello ,era nato nel 1596, e rimasto orfanodi 13 anni , venne raccomandato adAntonio Caiacci , sotto al qualeavanzò molto nell’arte. Se non chevinto dalla fama che si acquistò ingiovanile età Pietro Berettini, cercòd’imitarne lo stile, allontanandosida quello del padre e del maestro.Sono sue lodate opere l’Andata diGesti Cristo al Calvario a S. Gior-gio di Siena, in Firenze la salaRicardi, la S. Caterina nella chiesatitolare a Pisa, ed il Presepio allaPace in Roma. Vivea nel 1656.
— — ( Gio. Antonio e Gio.Francesco del), cosi chiamati peressere i più fedeli scolari ed ajutidel cavai. Francesco, operarono inRoma in pubblico ed in privalo,ed alcune loro pitture sono licor-date eoo lode nella Guida di quellacapitale.
- (Gio Battista) fiorentino,
o pisano, come ^ilcuui pretendono .fu scolaro dell’Allori, lasciato ilquale, visitò le principali città d'Ita-lia, e lungo tempo dimorò in Vene-zia, dove fece belle copie di Tizianoe di Paolo. Fu osservalo come cosasingolare, che il Vanni cou tali