Band 
Tomo terzo.
Seite
454
JPEG-Download
 

454 VA

edifizj da eseguirsi nel porlo d’An-fona , elrbe subito commissione difarvi il Lazzaretto, ed il Molo luugopalmi 5o0 , profondo 50 con unaporta a colonne doriche. Dimorandoio Ancona per condurre a line edi-lizi di tanta importanza , diede di-versi disegni per altre fabbriche daeseguirsi nella stessa città, in Mace-rata, Perugia, Pesaro, Foligno edaltrove.

Tornalo a Roma, fece un’aggiuntadi camere alla libreria del collegioromano, risarei la Rufinella a Fra-scati, e per il ministro di Portogallodiresse il lavoro di una ricca cap-pella, che fu trasportala e collocatanella chiesa de’Gesuiti di Lisbona :ma la sua più gran fabbrica di queitempi fu il grande convento di S.Agostino, Si dice che nel 1745 andòa Milano per la facciata del Duo-mo, ch’egli ideò tra il gotico ed ilgreco, ma che poi, per la guerra eper altre circostanze rimase senzaeffetto.

In occasione del vero, o suppostopericolo della cupola Vaticana , ilVanvitelli la cinse con un cerchio-ne diviso in trentadue pezzi, ognunodei quali ha due maglie da un capoed uua sola maglia dall’altro, ondesi concatenano con due cunei diferro, uno colla parte grossa io su,Fallro in giù. 1 cerchioni furonopoi coperti di travertini e di calceper difenderli dalle intemperie.

Per l’anno Santo del 175o, eglidiresse gli ornamenti delle tribunein S. Pietro, I’ illuminazione dellacupola in modo nuovo, 1’ apparatodi una Santificazione , i funeralidella regina d’ Inghilterra , il tra-sporto della Pietà di Michelangelo.

La riputazione acquistatasi dalVanvitelli neli’architettura era giun-ta a tal segno, che fra quanti celebriartisti fiorivano fu prescelto dallacorte di Napoli per la regia Villadi Caserta , che poi riuscì tale danon essere da meno delle più son-tuose ville d’Europa. La prima pietra

VA

fu posta con grande solennità il 20gennaio del 1752.

“ il palazzo di Caserta, cosi scri-ve Francesco Milizia , è precedutoal meriggio da uua gran piazzaelittica , da cui partonsi tre stra-doni vialati e diritti, circondata an-teriormente di quartieri per tutte leguardie di finteria e di cavalleria,e posteriormente di scuderie e ri-messe, con tutte le abitazioni neces-sarie per la gente addetta. Da que-sta elissi fino al palazzo ò un atriorettangolo , fiancheggiato da unaparte di cavallerizze coperte e sco-perte e dall’ altra dal teatro pub-blico. Dietro al palazzo verso set-tentrione sono giardini d’ogni sorta,boschetti; scalinate, casini, peschie-re. fontane, tutte dedicate alla mi-tologia , cioè ornate di statue dideità gentili ».

>< Il palazzo è in pianta un pa-rallelogrammo rettangolo, le di cuifacce tirano un migliajo di palmil una, ed i lati palmi 725. Ai quat-tro angoli sono altrettanti avancor-pi , che formano padiglioni in ele-vazione, ed un altro consimil padi-glione è in ciascuna delle due fac-ciate. S’ erge la mole per 1’ altezzadi 140 palmi , ed i padiglioni an-golari s’ ergono ancora più in super circa 80 palmi , e quelli dimezzo per quasi 120. E insensibilechi non sciite diletto al contrastoeuritmetico di queste masse.»

Amore di brevità mi costringead omettere la descrizione degli or-dini, disposizioni ed ornamenti ester-ni , onde dar luogo alla parte piùinteressante della distribuzione in*terna.

u Dalla gran porta reale incomin-cia il vestibolo ottagono ornalo dicolonne di un sol pezzo di pietrabigia siciliana, nel di cui ingresso,oltre la corrispondenza al gran por-tico traversante tutta la reggia finoal portone opposto del giardino, di-ramatisi prima gli appartamenti delpian terreno per i varj offirj di