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bellissimi paesaggi. Fu pure assairinomalo ritrattista ed il suo bio-grafo Carlo van Mander ricorda unquadro in cui avcya ritratta tuttala sua famiglia con grande verità-Non è nota 1’ epoca della morte diquesto maestro, e solo è dimostratoche operava ancora nel 1580.
VERGALA (Niccoli di), il vec-chio nato circa il 15Ó0, ebbe gran-diosità di stile, ed un così delicatogusto di panneggiare, e di scegliereprnati convenienti al soggetto chesi crederebbe educato nella scuolaromana o fiorentina. AH’ eserciziodella pittura aggiunse quelli dellascultura e dell’architettura, che trat-tò in guisa d' avere in Spagna po-chi artisti che lo superassero. Nel1542 fu nominato pittore e scultoredel capitolo della cattedrale, ed in-caricato di dipingere i vetri dellefinestre. Così vasto lavoro fu con-dotto da lui molto avanti , e dopola sua morte accaduta nel 1574 ,iermiuatodai due suoi figli ed allievi.
——• (Niccola il giovane e Gio-vanni) il primo de’ quali era natoin Toledo nel 1540 , I’ altro pochiauui dopo, e furono 1’ uno e 1’ al-tro, in sull’esempio del padre, pii?lori, scultori ed architetti. Niccolaebbe, fiucliè visse, la carica, rima-sta vacante alla morte del padre ,di pittore e scultore del capitolo diToledo, e Giovauui operò continua-mente nella qualità d’ajuto del fra-tello. Il celebre Navarrese el Mudoessendosi recato a Toledo colla spe-ranza di ricuperare la perduta sa-lute, preferì a tutte la casa del Ver-gara, e morì tra le braccia di Nic-cola , nel quale apprezzava egual-mente le virtù dell’ ingegno e delcuore.
- (Giuseppe) nacque in Va-lenza nel 1726 , ed in età di scileanni frequentava la scuola del vec-chio Evarislo Muguoz. Di vent’annifaceva i ritratti del duca d’IIuescar,del P. Molina generale dei Fran-cescani, e di varj vescovi. Di veti-
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tisei anni apriva in Valenza un’ac-cademia di pittura sotto il nome disanta Barbara , della quale fu ilprimo direttore. Le sue miglioriopere di Storia sono il Mentore eTelemaco, che ora si trovauo uel-l’accademia di S. Fernando in Ma-drid , ed una Concezione fatta peril convento di S. Francesco di Va-lenza. Ebbe il Vergat a castigato di-segno e lodevole colorito , ma lesue figure non hanno uè grandezza,nè nobiltà , perchè non si presecura di studiare 1’ antico. Morì iupatria nel 1799.
—— (Ignazio), suo fratello, cam-minò dietro le sue orme , ma po-che cose fece di sua invenzione, es-sendosi d’ordinario occupato in farcopie dei quadri di Giuseppe, o d»altro pittore , e talvolta ajutandolonelle grandi opere.
VEHHAEGT (Tobia), nato ir»Anversa nel 1566, fu uno de’buonipittori di paesaggio che fiorirononell’età sua. Ciò che nelle sue opereformava il principale oggetto del-1 ammirazione dei conoscitori erala grandissima estensione che darsapeva agli sfondi. Yalevasi di an-tichi minati edilizj , e di collinecoperte di boschi e di verdure , oaspre ed incolte, non solo per ac-crescere vaghezza e varietà al pae-se, ma principalmente per dividerei piani. Pochi lo uguagliarono uellascelta degli alberi e nell’ armoniache dar sapeva alle diverse partidella sua composizione quasi sem-pre di lume aperto. Aveva di giànome di valente pittore quaudo siinvogliò di vedere T Italia , nellaquale confessava poi d’ avere tro-vato vedute di paesi e pitture uti-lissime a pittore paesista. Fu iuToscana trattenuto alcun tempo daCosimo li per alcune opere a fre-sco eseguile in alcune delle realiville ; ed in Roma si fece ammirareper la sua invenzione della torredi Babilonia, che si dice avere poireplicala più volto.