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Tomo quarto.
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cliie acuminati per lo più, ed anche tondi, e che tal-volta per ragione della varietà si tramezzano insieme.Così gli uni come gli altri liberano dalle acque la por-ta , e la finestra, e sono di molta utilità. Di niuna uti-lità al contrario è il porre un frontespizio acuto den-tro ad un tondo, come fu il primo a praticare Miche-lagnolo. Sono poi contro alla ragione naturale , dice ilPalladio (20) quelli che fannosi pezzati nella cima , evieppiù ancora lo sono quegli divisi in due, posti comea schiena f uno dell’altro, e che formano un cavo nelmezzo e una grondaja d’acqua, de’quali fu inventoreBernardo Buontalenti.

Che se la porta principale della casa vollero che fosseper maggiore lor comodo dalle ingiurie del cielo piùparticolarmente difesa, convenne in tal caso far sì, chele asse, che vi erano poste al di sopra -, sporgesseromolto all’ infuori : e queste convenne dipoi, perchè po-tesser reggere , sostenerle di qua e di là con due traviconfitte in terra. Di tal congegnazione ne sono assaifrequenti in Germania gli esempj. Sotto a quel copertovi pongono panche 0 sedili : e quando il freddo nonrinchiude quelle genti in casa, se ne stanno ivi la seraa novellare e a darsi sollazzo. E già non è diffidi cosail vedere, come da quel coperto rimettano quasi datronco le logge, e i portici dei tempj col particolare lorofastigio.

Quei quadri nelle facciate dei palagi, o delle chiese,che intaccano un poco il muro, dove sono talvolta in-castrati dei bassirilievi, o quegli maggiori, da cui sonocavati gli spazi che rimangono tra i pilastri o tra le fi-nestre , non diremo noi, che significhino una incami-ciatura di tavole sovrapposte all’edifizio ; così però cheal labbro sia appunto tagliata del riquadro medesimo ?Raffaello, il Tignola, Domenico Tibaldi, e singolar-mente il Genga non furono avari alle loro fabbrichedi un così fatto ornamento.

(20) Lib. I. Cap. XX.